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53-16

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Il 21° Gruppo ha mai avuto gli F-104 “monogrigio”? Con che livrea? Quale araldica? Quali esemplari? Quali matricole? Quali numeri di “carrozzella”? Queste ed altre domande mi sono state poste a luglio da alcuni soci del club di modellismo IPMS di Varese “Asso di Spade”, impegnati in una ricerca sulle colorazioni degli aeroplani in dotazione al 53° Stormo.
Ma facciamo un passo indietro.
Chi è stato alla mostra di modellismo dell’11 e 12 giugno scorso, ha sicuramente notato il plastico che occupava buona parte del palco del teatro all’interno del quale si è svolta la manifestazione. Come tutti gli anni, anche quest’edizione aveva un tema che, per l’occasione, era la storia e gli aerei del 53° Stormo, glorioso Reparto del quale mi vanto di aver fatto parte.
Nei mesi precedenti l’evento, tutti i modellisti sono stati coinvolti nella ricerca della maggior quantità e qualità possibile di materiale informativo, per realizzare dei modelli il più possibile somiglianti agli originali.
Si è scatenata quindi la caccia a fotografie, disegni, tavole, libri e riviste. Non si è neanche risparmiata la ricerca su Internet, vera miniera d’informazioni.
Infine, ci siamo divisi i compiti ed i modelli da realizzare. Io, ad esempio, mi ero impegnato a riprodurre gli aerei su cui ho volato, tra cui l’MB-326E e l’MB-339A che, mi auguro, vi siano piaciuti.
All’occhio vigile dell’esperto ed appassionato di cose aeronautiche non sarà però sfuggita la mancanza di alcuni aerei importanti quali il Tornado F.3 del 21° Gruppo, il Tornado IDS del 1° RMV, il P.180 Avanti, il T-33 e l’AB47J della 653^ Squadriglia, il CR.42 del 150° Gruppo, tanto per citarne solo qualcuno.
Ciò è stato causato dalla mancanza di tempo e di “mani” disponibili. Ci siamo quindi ripromessi di ripresentare il plastico in futuro in versione completa.
Da qui, quindi, la decisione di impegnarci a riprodurre ogni aeromobile, versione e variante in dotazione al 53° Stormo dal 1936 al 1999, anno del suo definito scioglimento.
E’ quindi iniziata una ricerca, se possibile ancor più accurata della precedente, per recuperare ogni più piccolo dettaglio nella speranza di rappresentare anche quegli aerei poco noti o in dotazione al Reparto per un breve periodo.

Ecco quindi il perché della domanda iniziale. Prima della transizione al Tornado F.3, il 21° Gruppo ha mai avuto in dotazione uno o più F-104S-ASA con la nuova colorazione monogrigio da superiorità aerea?
In effetti, mi ricordo di aver visto un singolo esemplare monogrigio sul finire del 1996, ho quindi deciso di approfondire la ricerca ed ho scoperto una storia molto interessante, anche se un po’ triste, a dire il vero, che desidero condividere con Voi.
Grazie all’aiuto di Internet, di diversi libri, di tanto fosforo per la memoria e, soprattutto, di qualche collega ex pilota del 21° Gruppo sono riuscito a ricostruire gli ultimi anni della presenza dell’F-104 a Cameri.
Nel 1993 lo Stato Maggiore dell’Aeronautica decise di standardizzare la colorazione di tutti gli aeromobili, iniziando dalla flotta aerotattica ed in seguito anche delle altre linee, su una livrea monogrigio, per la precisione grigio medio FS36231, dopo 31 anni di varie colorazioni più o meno standard.
Infatti, dal 1962, anno d’arrivo dell’F-104G Starfighter in Italia, al 1965 gli aerei sfoggiavano un’elegante livrea cosiddetta “antiradiazioni”, con fusoliera metà in metallo naturale e metà in bianco lucido ed ali in bianco lucido.
A seguire, dal 1965 al 1993, la cosiddetta colorazione “Standard NATO” divenne, appunto, lo standard per tutte le varianti dell’F-104 (F-104G, RF-104G, TF-104G e F-104S) seppure in due versioni differenti dette di “primo periodo”, con superfici superiori in verde scuro FS34079 e grigio mare scuro FS36118 e superfici inferiori in grigio mare medio, e di “secondo periodo” con le superfici superiori identiche al precedente ma con le superfici inferiori in alluminio FS37178.

Sulla livrea Standard NATO di secondo periodo iniziò, nella seconda metà degli anni 80, sull’esempio dell’USAF, la ricerca di soluzioni a bassa visibilità. Ecco quindi la sostituzione delle coccarde di nazionalità di grande diametro con altre più piccole e con la parte bianca ridotta, e la comparsa di numeri di reparto piccoli dapprima bianchi, poi neri ed infine grigi con contorno nero.
Infine, come dicevamo, dal 1993 ad oggi l’unica livrea adottata è quella “monogrigio” in grigio medio FS36231.
Nei primi anni Novanta, il 53° Stormo, e con esso l'aeroporto di Cameri, perse gradualmente d’importanza vista l'evoluzione della possibile minaccia negli ipotetici scenari bellici, non più da est ma da sud.
Ne è la prova anche la contemporanea chiusura del 22° Gruppo del 51° Stormo di Istrana.
Fu così che le macchine più nuove vennero assegnate al 18° Gruppo del 37° Stormo di Trapani, al 10° Gruppo del 9° Stormo di Grazzanise e, per l'area centro-settentrionale, al 23° Gruppo del 5° Stormo di Cervia.
Il 9° Gruppo del 4° Stormo di Grosseto, da sempre Reparto prestigioso, era nell'attesa del tanto sospirato Eurofighter, mentre il 12° Gruppo del 36° Stormo di Gioia del Colle era in conversione sul Tornado F.3.
In questo scenario in rapido mutamento fu infine deciso di convertire anche il 21° Gruppo sul Tornado F.3, trasferendolo poi a Gioia del Colle, per rinforzare ulteriormente lo scacchiere meridionale.
In attesa quindi della transizione sull'F.3 a Coningsby (UK), dal 1994 al 21° Gruppo cominciarono a giungere gli F-104S-ASA più anziani, con meno ore disponibili, con più problemi manutentivi, mentre gli aerei "buoni" dello Stormo, dopo il previsto ciclo di ispezioni, erano ridistribuiti ad altri Reparti più "importanti".

Una soluzione non certo idilliaca (ricordo ancora gli innumerevoli fermo-macchina per i continui guasti e per mancanza di parti di ricambio) che rischiava di durare troppo a lungo, visto il contemporaneo ritardo della conversione sul Tornado.
Sul finire del 1995/inizio 1996, fu pertanto deciso di assegnare al 21° Gruppo qualche esemplare di F-104S-ASA più recente (non furono mai assegnati invece macchine della versione aggiornata F-104S-ASA-M), ancora in livrea mimetica standard NATO ultimo tipo con insegne a bassa visibilità, per permettere ai piloti ed agli specialisti il mantenimento delle qualifiche previste.
Nel 1996 i primi equipaggi (piloti e piloti/navigatori) poterono finalmente iniziare il corso sul Tornado F.3 a Coningsby (UK), inizialmente programmato per il 1994...
L'estate 1996 vide la partecipazione dello special color "Last Starfighter" (MM6716) al Tiger Meet di Beja in Portogallo, che si guadagnò il Tiger Trophy ed il riconoscimento di migliore livrea Tiger mai presentata, ed il 26.09.1996 segnò l'ultimo volo di un F-104S-ASA del 21° Gruppo/53° Stormo a Cameri, per la precisione il 53-12 MM6763.
Si chiuse un’epoca. Da allora fino al 14.02.1997, data di consegna del primo Tornado F.3 a Cameri, gli unici aerei a portare le insegne del 53° Stormo furono quelli del mio Reparto, la 653^ Squadriglia Collegamenti.
Ed arriviamo al monogrigio.
In questo periodo d’interregno, ricordo di avere visto, presso gli stabilimenti Alenia di Torino Caselle, un singolo esemplare di F-104S-ASA monogrigio con le insegne del 53° Stormo, esattamente il 53-16 MM6814, che, per il protrarsi della manutenzione di terzo livello (I.R.A.N.), non era stato consegnato in tempo al 21° Gruppo prima della partenza per l'Inghilterra.
Questo sfortunato aereo, revisionato a zero ore, nuovo di zecca quindi, ma dimenticato da tutti, non giunse mai a Cameri (non era più necessario). Nell'ottobre 1997 fu invece trasferito in volo a Grosseto dove venne immagazzinato come "scorta operativa", vale a dire come aereo di scorta pronto al volo, al 4° RMV (il principale ente manutentivo della linea F-104) mantenendo curiosamente i codici 53-16, senza però volare mai più.

Dopo sei lunghi anni, il 30.06.2003, dopo essere stato più volte cannibalizzato dei propri componenti, il 53-16 venne infine radiato e trasportato smontato su un camion (che fine ingloriosa...) al cimitero degli elefanti di Cervia per finire smantellato nel marzo 2004.
Per curiosità, l'unico F-104 appartenente al 21° Gruppo del 53° Stormo ad essere sopravissuto alla chiusura del Reparto è proprio l'ultimo ad averci volato, il 53-12 MM6763. Nel 1998-99 ha servito presso il 18° Gruppo del 37° Stormo di Trapani come 37-02, convertito in F-104S-ASA-M con livrea monogrigio dal dicembre 1999 all'aprile 2000, assegnato al 20° Gruppo del 4° Stormo di Grosseto fino al maggio 2002 come 4-58, trasferito infine al 10° Gruppo del 9° Stormo di Grazzanise come 9-33 dove ha continuato a volare fino all'11 giugno 2004 quando, meritatamente, anche lui è andato in congedo.
Vi ho raccontato questa storia per ricordare un aereo sfortunato, un amico al quale sono state ingiustamente mozzate le ali anzitempo.
Sono convinto che, come gli esseri umani, anche le macchine, e gli aerei in particolare, abbiano qualcosa di simile ad un’anima, una sorta di coscienza di sé simile a quella degli animali. Nella mia vita aeronautica, varie volte mi è capitato di risolvere situazioni delicate, apparentemente senza via d’uscita, semplicemente parlando e, soprattutto, ascoltando il mio aereo.
Non prendetemi per matto, ma vi assicuro che quando sei perso nella nebbia della Pianura Padana invernale, al tramonto, senza più benzina, con l’unico motore del tuo Siai S.208 che borbotta per il ghiaccio accumulato, con tutti gli aeroporti chiusi, senza una strumentazione affidabile e con la radio che non trasmette non ti rimane molto altro che confidare i tuoi pensieri al fidato amico con cui dividi l’avventura.
“Basta saperli ascoltare” diceva un vecchio istruttore all’Aeroclub, non per niente riuscito a diventare vecchio…

(articolo di Marco Tomassoni del 23.10.2005)

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