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Aermacchi MB-339AA

Modelli > Aerei > Scala 1:48

Aermacchi MB-339AA
4a Escuadra Aeronaval, 1a Escuadrilla de Ataque
Armada Argentina
Falklands/Malvinas 1982
Frems 1:48
(di Mario Stefanoni)


Attendevo l’uscita di un bel 339 in 48 da quando frequentavo il Liceo Artistico a Varese nella metà degli anni ‘70 e dopo più di vent’anni sono apparsi i modelli prodotti dalla Frems di Vicenza. Nel 2001 realizzai il primo dei tre acquistati, quello argentino del Capitano Howen Crippa durante il conflitto delle Falkland nel 1982.

A prima vista, i pezzi contenuti nella scatola, stampati in plastica di colore grigio, appaiono di buona fattura, privi di bave o ritiri eccessivi, solo le linee delle pannellature appaiono un po’ troppo incise (a qualche modellista della mia generazione ricorderanno i famosi “solchi” della Matchbox). Alla fine, però, la loro profondità si rivelerà utile, poiché la superficie della plastica presenta un effetto sabbiato che andrà eliminato totalmente, carteggiando tutta la superficie del modello, operazione che può essere effettuata in tutta tranquillità senza correre il rischio di cancellarle.

Prima di assemblare, ed eventualmente modificare il modello, recupero tutto il materiale di documentazione in mio possesso: Aerolibri Special 4 di Maurizio Di Terlizzi, utile per quanto riguarda le modifiche da apportare al modello, RID n° 7 Luglio 2001, Aerei Modellismo n° 11 Novembre 2000, fotocopie gentilmente fornitemi dal Sig. Gualdoni (Cunardmodel) e fotografie dai magazine periodici editi dall’Aermacchi.

L’abitacolo della scatola è valido: sulle pareti laterali ho solo aggiunto alcuni dettagli come le lampade per l'illuminazione delle consolle, le tasche porta carte di navigazione sul lato destro realizzate con plasticard sagomato, mentre le bocchette per il condizionamento dell'aria sono quelle incluse nel set di fotoincisioni 48320 della Eduard. Le consolle laterali non sono state modificate perchè sono molto fedeli a quelle del 339 vero. Tutto l’abitacolo è stato successivamente colorato con il grigio azzurro medio FS 36375.

I sedili eiettabili sono quelli del kit e sono composti da otto pezzi. Sono così belli che non ho ritenuto necessario comprare gli Sky Models in resina ma, siccome il masochismo personale non ha limiti, li ho dettagliati il più possibile con l’aggiunta delle varie maniglie di eiezione realizzate in plasticard sagomato e filo di rame. Ho aggiunto le bombole per l’ossigeno di emergenza sul lato posteriore sinistro dietro lo schienale con i relativi tubi e l’imbottitura del cuscino dorsale, realizzata con la camicia di un tappo di spumante, mentre le cinghie di ritenzione provengono dal set Eduard. La struttura metallica dei sedili sarà verniciata in grigio scuro FS 36251.

Le ali presentano il problema dell’aletta antiscorrimento stampata sulle due metà del profilo alare: incollarle allineate perfettamente non è proprio semplice, lisciarle è ancora peggio e lo spessore è un po’ esagerato. Decido quindi di rifarle in plasticard, a suo tempo lo avevo fatto anche per i modelli del 326 della Esci, ma guardando le foto pubblicate su riviste e libri un particolare mi colpisce, le alette hanno una forma sbagliata nella parte inferiore dell’ala e sono più corte di 4 mm. Questo dettaglio non è preso in considerazione nella monografia Aerolibri Special 4.
Rifarle diventa d’obbligo, ma in che modo? Tagliarle da un foglio di plasticard tutte uguali è impensabile, anche perchè quelle da rifare sono sei (per le tre scatole acquistate). Da un foglio di plasticard da 0,2 mm ritaglio la sagoma corretta della nuova aletta; la cosa più difficile è riprodurre il più fedelmente possibile la curvatura del profilo alare e per ottenere quella ottimale è stata necessaria una bella ora di lavoro con la limetta e prove a secco continue.

Alberto, un conoscente che sa della mia “malattia” e che per lavoro usa il pantografo a controllo numerico, dice che sarebbe in grado di realizzarle fresandole da un foglio di alluminio da 0,4 mm, l’unica cosa di cui ha bisogno è il profilo di questo particolare in formato vettoriale da inserire nel programma di taglio della macchina. Scansiono il prototipo di plastica, lo ricostruisco con il programma di grafica vettoriale Adobe Illustrator e lo invio. Trascorsi tre o quattro giorni mi fa avere una decina di alette in alluminio tutte uguali!

Dovendo eliminare le bave residue della fresatura le levigo sfregandole con movimenti circolari su un piano di tela abrasiva (grana 200) seguita da carta da carrozziere sempre più fine bagnata con acqua. Al termine di queste operazioni lo spessore si riduce a 0,3 mm che reputo accettabile. Rimuovo dalle ali le alette di plastica e posiziono le nuove con una piccola goccia di colla cianoacrilica, verifico il corretto allineamento e le incollo definitivamente. Sul lato esterno, quello rivolto verso il serbatoio di estremità, andrà incollata una striscia di plasticard il più sottile possibile che dovrà avere la larghezza di 1 mm e seguirne tutta la lunghezza. Per le altre modifiche ho fatto riferimento alla monografia di Di Terlizzi.

Un altro problema si presenta al momento di assemblare il tettuccio. Eliminata l’inutile linea centrale, presente anche sul parabrezza, dapprima con una limetta e poi con carta abrasiva da carrozziere sempre più fine, i trasparenti vanno lucidati con dentifricio e polish per auto. Un ulteriore problema sorge quando si deve incollare il parabrezza divisorio interno del tettuccio (pezzo numero 7 della stampata delle parti trasparenti), la colla non riesce a intaccare e fondere le parti favorendone la tenuta. A mio parere i trasparenti non sono stati stampati in polistirene incolore perchè nel corso delle varie levigature si sprigiona un odore di plexiglas o policarbonato.


Sono riuscito a risolvere il problema nel modo seguente: ho inserito il trasparente divisorio e l'ho fissato alla base con piccole gocce di Super Attack, ho poi incollato su entrambi i lati dei piccoli segmenti di sprue nero in modo da bloccare lo stesso nella giusta posizione, utilizzando la cianoacrilica visto che era l'unica colla che garantisse la tenuta, pur con tutti i rischi connessi all'uso della stessa su parti trasparenti. Successivamente il telaio è stato verniciato di nero nella parte interna.

Alla base del parabrezza divisorio è stato incollato il pezzo A10 con il martinetto per l'apertura/chiusura del tettuccio e, per rendere più resistente il tutto, ho rifatto parte dello stesso con un filo metallico. Il resto dell'assemblaggio non presenta particolari problemi e può essere eseguito seguendo le istruzioni.

La colorazione da me scelta è quella adottata durante il conflitto delle Falkland/Malvinas nel 1982, consistente in nocciola chiaro (FS 30318) e verde chiaro (FS 34127) per le superfici superiori e bianco per quelle inferiori come riportato nello schema colori del kit. I colori nocciola e verde sono stati realizzati miscelando varie tonalità di acrilici Tamiya facendo riferimento al catalogo Federal Standard 595A. Le decals sono quelle standard incluse nella scatola, un po' spesse e rigide, ma tutto sommato accettabili. Per farle aderire bene alla superficie bisogna insistere con i liquidi ammorbidenti: io uso il MicroSet ed il MicroSol della Microscale.

Il modello è stato ambientato su una piazzola di fortuna posta a lato della pista principale di Puerto Argentino (Port Stanley). Queste piazzole erano posizionate direttamente nella brughiera che circondava l'aeroporto, la pavimentazione e la bretella di accesso alla pista erano realizzate con assi di legno ad uso edilizio poggiate direttamente sul terreno come riportato su alcuni libri e foto. La vegetazione che completa la scena richiama quella tipica delle isole Falkland fatta di arbusti bassi ed erba ingiallita, nell'emisfero australe i mesi di aprile e maggio corrispondono al nostro autunno.

Il modello non è molto vissuto, poiché la colorazione mimetica fu realizzata a guerra iniziata. Prima dello scoppio del conflitto, infatti, i 339 argentini avevano la tipica colorazione lucida in arancione e bianco dei velivoli da addestramento, presumo quindi non abbia fatto in tempo a deteriorarsi al punto tale da presentare vistose scrostature e/o sbiadimento dei colori.

Il velivolo rappresentato è l'MB-339AA appartenuto alla 4a Escuadra Aeronaval, 1a Escuadrilla de Ataque dell'Armada Argentina (la Marina Militare), pilotato dal Teniente de Navio Guillermo Owen Crippa nell'attacco alla Fregata F56 HMS Argonaut, avvenuto la mattina del 21 Maggio 1982 al largo di Fanning Head (East Falkland), come testimonia la sagoma posta sul lato sinistro del velivolo.

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