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Aeromobili in dotazione al 53° Stormo 1936-1943

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FIAT CR.20
1928

Più robusto del suo predecessore CR.1, da cui deriva, il CR.20 fece la sua apparizione sul finire degli anni venti. Del 1930 è la versione bis che introduceva alcuni miglioramenti rispetto al modello base. Consegnato ai Reparti caccia (1° e 2° Stormo), il CR.20 fu impiegato anche per le prime esperienze nel volo acrobatico collettivo. Il CR.20 era il caccia italiano più diffuso negli anni Venti/Trenta e nel 1935 la Regia Aeronautica lo schierò nel corso della campagna etiopica, quando era già assolutamente antiquato. Tuttavia, in assenza di caccia nemica e grazie alla sua affidabilità, il CR.20 riuscì a compiere qualche missione di mitragliamento, ma il suo impiego fu marginale. Tutti i velivoli schierati in Africa erano in versione AQ (Alta Quota) necessaria per l'altitudine dei campi italiani. In seguito fu utilizzato come addestratore nella versione B. Fu esportato in vari paesi europei e dell'America del Sud; tra questi il Paraguay, che lo utilizzò nella guerra contro la Bolivia.


FIAT CR.30/32 Chirri
1932

Progettato da Celestino Rosatelli come nuovo velivolo da caccia per la Regia Aeronautica, il Fiat CR.30 si presentò come un aereo veloce, elegante ed efficiente che riscosse subito notevoli successi e fu prodotto in 176 esemplari. Ad appena un anno dal primo volo, il 29 aprile 1933, volava lo sviluppo del CR.30, il CR.32, caratterizzato da dimensioni ridotte, diversa distribuzione dei pesi e migliori forme aerodinamiche. Questo modello soppiantò in breve il precedente e fu oggetto di un buon successo di vendite all’estero, dove furono venduti oltre 180 esemplari. Impiegato per esibizioni acrobatiche, il Fiat CR.32 fu utilizzato con risultati positivi anche in guerra, sia in Spagna sia in Cina. In tali occasioni, questo caccia si rivelò uno dei migliori biplani del tempo, anche se questi risultati portarono la Regia Aeronautica a credere ancora nella formula biplana quando era ormai tecnicamente superata. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il CR.32 fu utilizzato soprattutto per compiti addestrativi, ma rimase in servizio in Spagna, dove era costruito su licenza come HA 132L, come addestratore acrobatico fino al 1953.
Il CR.32 è stato in dotazione al 150° ed al 151° Gruppo del 53° Stormo, a Mirafiori (TO) ed a Caselle (TO) dal 1936 al 1938.


Messerschmitt Bf 109G Gustav
1935

Il Bf 109 fu uno dei caccia più diffusi e sviluppati della storia. In dieci anni di vita fu prodotto in oltre 70 versioni ed in più di 30.000 esemplari, a riprova anche di una grande semplicità costruttiva e di una notevole flessibilità della cellula: basti pensare che il prototipo montava un motore Rolls Royce Kestrel da 695 CV, mentre il modello K-4 aveva un propulsore Daimler-Benz DB 605 da circa 2.000 CV e raddoppiava quasi il peso al decollo. Nel 1937 il velivolo fu inviato al battesimo del fuoco nella guerra civile spagnola, dove si dimostrò notevolmente superiore agli altri velivoli impegnati. La produzione fu così incrementata e fu costruito anche Arado, Erla, Focke Wulf e Fieseler, mentre entravano in servizio versioni sempre migliori come il Bf 109E Emil, protagonista della battaglia d’Inghilterra. Nel settembre 1942 apparve la versione più famosa, il Bf 109G Gustav, prodotta fino al termine della guerra in oltre 20.000 unità. Il velivolo fu prodotto su licenza anche in Ungheria ed in Cecoslovacchia, dove fu costruito fino al 1947 come Avia S-99 e -199 con motore Jumo 211, ed in Spagna, come Hispano HA 1109 con motore Hispano Suiza e Rolls Royce Merlin.
Il Bf 109 è stato in dotazione al 150° Gruppo Autonomo, in Sicilia nel 1943.


FIAT G.50 Freccia
1937

Ideato nel 1935 dall’ing. Giuseppe Gabrielli, il G.50 si presentava come un velivolo monoplano aerodinamicamente moderno, ma con caratteristiche di volo imperfette e dalle prestazioni solo leggermente superiori a quelle del CR.42. I prototipi e i 45 esemplari di preserie furono caratterizzati dall’adozione di un abitacolo chiuso, osteggiato dai piloti, e così, nella produzione di serie, questo fu ridisegnato così come gli ipersostentatori e la deriva. Dodici velivoli di preserie furono impiegati nelle ultime settimane della guerra di Spagna e nel giugno 1940 appena 95 esemplari risultavano in servizio. In guerra, il G.50 fu utilizzato sulla Manica, sul Mediterraneo e sul fronte nordafricano, dove fu impiegato anche come cacciabombardiere. Migliori furono i risultati conseguiti dall’aeronautica finlandese, che li utilizzò fino al 1944 contro l’Unione Sovietica.
Il G.50 è stato in dotazione al 151° Gruppo del 53° Stormo, a Caselle (TO) nel 1943.


Macchi MC.200 Saetta/MC.202 Folgore
1937

Lo sviluppo del Macchi MC 200 ebbe origine nel 1935, quando l’ing. Castaldi cominciò a studiare un moderno caccia monoplano metallico con carrello retrattile. Gli studi divennero realtà quando, un anno più tardi, la Regia Aeronautica emise una specifica per un nuovo caccia destinato alla difesa aerea. Il prototipo dell’MC 200 non disponeva di un motore di potenza adeguata, ma si dimostrò in ogni caso il migliore tra i progetti presentati. Il velivolo fu così ordinato nel 1938 per la produzione di serie (come purtroppo anche altri velivoli, penalizzando così la standardizzazione della produzione) ed entrò in servizio nel 1939. Sebbene paragonabile all’inglese Hurricane, l’MC 200 Saetta era scarsamente armato (solo due mitragliatrici da 12,7 mm) e il motore radiale da 870 CV non era sufficientemente potente. La Macchi decise così di rimotorizzare il velivolo con l’ottimo Daimler-Benz DB.601, costruito su licenza dall’Alfa Romeo. Nacque così l’MC 202 Folgore, che volò il 10 agosto 1940. Il velivolo era caratterizzato da ottime prestazioni ma penalizzato dallo stesso insufficiente armamento del Saetta e da un rateo di produzione troppo scarso per le esigenze della guerra moderna. L’ultimo sviluppo della serie fu l’MC 205 Veltro, che volò il 19 aprile 1942. Dotato del Daimler-Benz DB 605 da 1.472 CV e di due cannoni da 20 mm in aggiunta alle due mitragliatrici da 12,7 mm, il veltro fu un caccia adeguato a combattere contro le migliori realizzazioni alleate, ma fu costruito in un numero troppo ridotto di esemplari.
Il MC 200 è stato in dotazione al 157° Gruppo del 53° Stormo, a Casabianca (TO) nel 1940-41, ed al 153° Gruppo del 53° Stormo, a Caselle (TO) nel 1943.
Il MC 202 è stato in dotazione al 151° Gruppo del 53° Stormo, in Grecia, in Sicilia ed a Caselle (TO) nel 1943, ed al 153° Gruppo del 53° Stormo, in Sicilia ed in Sardegna nel 1943.


FIAT CR.42 Falco
1938

Sviluppato nell'errata convinzione che il caccia biplano avesse ancora un futuro, mentre le altre aeronautiche si stavano dotando di velivoli monoplani, il CR.42 Falco riprendeva molte delle soluzioni adottate sui precedenti modelli CR.32, 40 e 41, introducendo un motore radiale più potente e una struttura completamente metallica. Dopo i primi collaudi, verificata la bontà del progetto, la Regia Aeronautica ordinò una prima serie di 200 esemplari, il primo dei quali fu completato nel febbraio 1939. Nella Seconda Guerra Mondiale il Falco fu largamente impiegato nei primi anni di guerra, sia sul fronte della Manica sia sul Mediterraneo ed in Africa settentrionale. In breve, però, fu surclassato nel numero e dalle caratteristiche tecniche dai nuovi caccia monoplani alleati e quindi relegato a compiti d'attacco, addestramento e caccia notturna. Fu comunque prodotto in serie fino all'estate 1944 e gli ultimi 150 esemplari furono utilizzati dalla Luftwaffe per azioni notturne. Alcuni esemplari di monoposto e biposto sopravvissuti alla guerra furono impiegati dall'Aeronautica Militare nella seconda metà degli anni Quaranta.
Il CR.42 è stato in dotazione al 150° Gruppo del 53° Stormo, a Caselle (TO) nel 1939 ed in Albania nel 1940-41, ed al 151° Gruppo del 53° Stormo, a Caselle (TO) nel 1939 ed in Africa settentrionale nel 1940-41.


FIAT G.55 Centauro
1942

Il Centauro fu uno dei caccia italiani della cosiddetta “serie cinque”, in altre parole equipaggiati non più con i superati motori radiali italiani, ma con i più avanzati motori in linea Daimler-Benz DB 605A. Rispetto al precedente G.50, il G.55 vantava una linea molto più filante e armoniosa e, allo stesso tempo, ottime qualità di volo ed ottime prestazioni. Robusto e maneggevole, quest’aereo si poneva alla pari con i migliori caccia alleati, ma giunse troppo tardi alla produzione di serie, tanto che solo 31 esemplari furono consegnati alla Regia Aeronautica prima della firma dell’armistizio. Quelli prodotti dopo l’8 settembre 1943 equipaggiarono i Reparti dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana. Nel dopoguerra, 45 macchine dei modelli G.55A e B furono esportate.
Il G.55 è stato in dotazione al 153° Gruppo del 53° Stormo, a Caselle (TO) nel 1943.

(articolo di Marco Tomassoni del 11.06.2005)

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