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Aeromobili in dotazione al 53° Stormo 1967-1999

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North American T-6 Texan
1935

Quello che può essere considerato il più famoso addestratore della storia dell’aviazione ebbe origine presso la General Aviation, che a breve sarebbe diventata North American, alla fine del 1934. Il modello NA-16 fu valutato positivamente dall’esercito americano e, nel 1935, fu adottato come BT-9. Prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la ditta ricevette numerosi ordini da forze aeree straniere, tutti per versioni diverse con leggere varianti rispetto all’originale BT-9. La produzione in grande serie ebbe inizio quando, nel 1937, NA-26 (derivato dell’NA-16) vinse il concorso dell’USAAC per un addestratore “basic combat”. Designato BC-1, al velivolo fu assegnato nel 1940 il “mission code” AT-6. Conosciuto nell’ambito del Commonwealth come Harvard, l’AT-6 prese il soprannome di Texan dagli americani quando, per la sua produzione, fu aperto un nuovo stabilimento a Dallas, nel Texas. I principali modelli prodotti durante il conflitto furono gli AT-6A, C e D, corrispondenti agli SNJ-3, 4 e 5 dell’US Navy. Costruito su licenza anche in Canada, il velivolo fu rinominato T-6 ed il modello standard divenne il T-6G, a cui molti esemplari di serie precedenti furono adeguati durante le revisioni generali. La carriera del Texan proseguì anche nel dopoguerra, utilizzato da moltissime aeronautiche di tutto il mondo, compresa quell’italiana, per addestramento ed attacco al suolo, specialmente in compiti di controguerriglia. Gli ultimi esemplari sono stati ritirati dal servizio negli anni Ottanta, ma molti sono ancora oggi utilizzati da operatori privati.
Il T-6H Harvard è stato in dotazione alla 653a Squadriglia Collegamenti e Soccorso del 53° Stormo, dal 1967 al 1978.


Beech C-45 Expeditor
1937

Ideato nel 1935 come trasporto commerciale a sei/otto posti, il Beech model 18 fu un aereo molto avanzato per la sua epoca. Monoplano interamente metallico e con carrello retrattile, non ebbe inizialmente molto successo, e solo nel 1939, con la versione D, iniziarono le prime affermazioni commerciali. Dal 1940, con le commesse militari dovute allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il velivolo fu prodotto in grande serie. L’USAAC ne utilizzò più di 1.500 esemplari, nelle versioni C-45, AT-7 e AT-11 ed F-2. Anche la US Navy utilizzò il Beech 18, denominando JRB-1/4 i modelli equivalenti al C-45. Costruito fino al 1969, il Beech 18 (in tutte le sue varianti) fu utilizzato nel dopoguerra da numerosi Paesi in tutto il mondo.
Il C-45 è stato in dotazione alla 653a Squadriglia Collegamenti e Soccorso del 53° Stormo, dal 1967 al 1978.


Lockheed T-33 Shooting Star
1944

Nel giugno 1943 iniziò la progettazione di quello che sarebbe diventato il primo caccia a reazione in servizio con l’aeronautica americana. Il primo prototipo montava un motore De Havilland Goblin, ma già dal secondo fu installato il General Electric I-40. Dopo i collaudi operativi, il velivolo entrò in servizio all’inizio del 1945 come P-80A e fu inviato nei teatri di guerra, anche se non prese parte ad operazioni belliche. La produzione di 5.000 esemplari fu cancellata al termine della guerra, ma molti Reparti furono in ogni caso equipaggiati con questo caccia, che fu impiegato anche nella guerra di Corea, dapprima come intercettore e quindi come cacciabombardiere. Da questo velivolo, denominato F-80 nel 1947, fu sviluppata una versione biposto, inizialmente contrassegnata TP-80C e poi T-33A Silver Star, utilizzata in tutto il mondo per l’addestramento al volo militare. Ancora oggi, in diversi Paesi, sono in servizio molti esemplari di quest’ottimo velivolo.
Il T-33 è stato in dotazione alla 653a Squadriglia Collegamenti e Soccorso del 53° Stormo, dal 1967 al 1978.


Bell 47J Jota
1945

Il Bell model 47 non fu il primo elicottero della storia, ma sicuramente fu quello che per primo fece conoscere al mondo le potenzialità del nuovo mezzo aereo, grazie al suo vasto impiego in campo civile e militare. Omologato per l’impiego civile nel marzo 1946, il Bell 47 rimase in produzione fino al 1973 e fu costruito su licenza dall’Agusta, dal 1954 al 1976, e dalla Kawasaki. Sviluppato dal model 30, il Bell 47 fu acquisito inizialmente dall’USAF nel 1947 in 28 esemplari e, in seguito, equipaggiò tutte le forze armate americane e quelle di numerosi Paesi nel mondo. L’US Army, che lo battezzò Sioux, ordinò i primi 65 esemplari (H-13B) nel 1948. Nel corso degli anni il velivolo fu man mano migliorato, a partire dal motore: dall’iniziale Franklin da 157 CV si giunse nelle ultime serie a montare il potente Lycoming OV-540 da 280 CV.
Il Bell 47J è stato in dotazione alla 653a Squadriglia Collegamenti e Soccorso del 53° Stormo, dal 1978 al 1984.


Piaggio P.148 Piaggino
1951

Alla fine degli anni Quaranta, la Piaggio studiò un progetto di addestratore iniziale ed acrobatico con posti affiancati, ala bassa, motore da 193 CV e carrello biciclo fisso. Il velivolo, denominato P.148, fu valutato positivamente dall’Aeronautica Militare ed i primi 70 esemplari furono introdotti in servizio nel 1952 presso la Scuola di 3° periodo di Lecce. Nel 1962 otto esemplari furono ceduti alla Somalia, mentre altri passarono a compiti di collegamento. Il 19 giugno 1953 volò una versione migliorata del velivolo, il P.149, dotato di motore più potente, carrello triciclo retrattile e maggiore spazio in cabina. Valutato dall’Aeronautica Militare, non fu acquisito, ma ottenne un buon successo di vendite quando fu ordinato dalla Luftwaffe nel 1957 come addestratore basico. Molti altri esemplari furono utilizzati da privati come aerei da turismo.
Il Piaggio P.148 è stato in dotazione alla 653a Squadriglia Collegamenti e Soccorso del 53° Stormo, dal 1967 al 1968.


Lockheed/Aeritalia F-104G/S/ASA Starfighter
1954

Uno dei pochi aerei al mondo che non richiede presentazioni, fu sviluppato dal progettista Kelly Johnson sulla base delle esperienze maturate dall’USAF nella guerra in Corea come intercettore leggero puro, capace di grandi prestazioni, ma dotato di scarsa autonomia ed armamento. Dopo essere stato adottato anche come cacciabombardiere (F-104C), fu scartato dall’USAF e passato ad alcuni Reparti della Guardia Nazionale. Nel 1958, lo Starfighter fu modificato per l’esportazione in una versione migliorata e polivalente: l’F-104G, capace di effettuare anche missioni di attacco e ricognizione. Negli anni Sessanta questa versione di successo fu prodotta su licenza in 1.984 in Belgio, Canada, Germania, Giappone, Italia ed Olanda. Da questo modello, la Fiat (poi Aeritalia) e la Lockheed svilupparono nel 1966 l’F-104S, più potente, robusto e meglio armato, grazie anche all’introduzione del missile aria-aria semiattivo AIM-7 Sparrow. Questo modello fu prodotto in 246 esemplari, ma fu adottato solo da Italia e Turchia. Ritirato dal servizio oramai in tutto il mondo, gli ultimi esemplari di F-104, aggiornati negli anni Ottanta e Novanta in S/ASA ed S/ASAM, volano oggi solo con il Reparto Sperimentale di Volo dell’Aeronautica Militare, per compiti di ricerca ad alta quota ed alta velocità.
L’F-104G è stato in dotazione con il 21° Gruppo del 53° Stormo, dal 1967 al 1968.
L’F-104S è stato in dotazione con il 21° Gruppo del 53° Stormo, dal 1969 al 1982.
L’F-104S/ASA è stato in dotazione con il 21° Gruppo del 53° Stormo, dal 1983 al 1995.


Bell 204 Huey
1956

Progettato in seguito ad una specifica dell'US Army per un nuovo elicottero multiruolo, il Bell model 204 fu selezionato come vincitore del concorso nel giugno 1955. Inizialmente designato dall'esercito americano H-40, il Bell 204 fu costruito in 3 prototipi e 6 esemplari di preserie. Nel 1959 iniziò la produzione di serie che proseguì per molti anni anche all'estero con le produzioni su licenza di Agusta e Fuji. Il 204, denominato HU-1 e quindi UH-1 Huey, fu utilizzato per trasporto e scorta armata da tutte le forze armate USA e da numerosi altri Paesi, compresi alcuni operatori civili. Il suo utilizzo fu particolarmente prezioso nel corso della guerra in Vietnam quando, insieme al model 205, UH-1D/H per i militari, costituì per l'US Army l'indispensabile mezzo di trasporto per i movimenti nella giungla. La versione allungata del 204, il model 205 appunto, fu proposta dalla Bell all'inizio del 1960 e immediatamente approvata. Anche del model 205 fu approvata la produzione su licenza da parte di Agusta e Fuji e, ancora oggi, migliaia di esemplari sono in servizio presso operatori civili e militari in tutto il mondo.
Il Bell 204B è stato in dotazione alla 653a Squadriglia Collegamenti e Soccorso del 53° Stormo, dal 1978 al 1983.


Piaggio P.166 Piaggione
1957

Derivato a grandi linee dal modello anfibio P.136, di cui conservava l’ala alta ed i motori in posizione spingente, il P.166 fu concepito dalla Piaggio come velivolo civile per trasporto leggero e d’affari. Consegnato sul mercato a partire dal 1959, l’aereo conseguì incoraggianti risultati di vendita, grazie anche al prezzo competitivo. Nel 1960 anche l’Aeronautica Militare ordinò un primo lotto di 21 esemplari, in seguito aumentati a 51, nella versione P.166M che utilizzò presso le proprie Squadriglie di collegamento, per compiti d’addestramento e per aerofotogrammetria. Venti esemplari di P.166S furono acquistati dall’aeronautica sudafricana. Il 3 luglio 1976 volò il prototipo del modello DL3, dotata di motori turboelica, migliori equipaggiamenti e predisposizioni per una maggiore flessibilità d’impiego. La versione DL3 è stata utilizzata dall’Aeronautica Militare, dalla Guardia di Finanza, dalla Guardia Costiera e dall’Alitalia.
Il P.166M è stato in dotazione alla 653a Squadriglia Collegamenti e Soccorso del 53° Stormo, dal 1978 al 1994.


Aermacchi MB-326 Macchino II
1957

Progettato e sviluppato dall’ing. Ermanno Mazzocchi nella prima metà degli anni Cinquanta, l’MB-326 fu un velivolo realizzato per concretizzare la formula addestrativi del “jet ab initio”, che consisteva nel far svolgere ai futuri piloti militari l’intero programma addestrativi su un aereo a reazione. L’Aeronautica Militare ricevette un totale di 131 esemplari in varie versioni ed i primi entrarono in servizio alla scuola di Lecce nel 1962. La semplicità, l’economicità, la robustezza e le possibilità di sviluppo della cellula portarono ad un vasto successo di vendite ed a costruzioni su licenza in Australia, Brasile e Sudafrica, grazie anche alla realizzazione di versioni capaci di svolgere missioni di attacco al suolo e ricognizione armata. In particolare, l’MB-326K si caratterizzava per la formula monoposto e per lo specifico ruolo di cacciabombardiere leggero.
L’MB-326E è stato in dotazione alla 653a Squadriglia Collegamenti e Soccorso del 53° Stormo, dal 1977 al 1989.


SIAI S.208
1965

Nel 1964, la SIAI Marchetti avviò un programma volto a conquistare una fetta di mercato dei velivoli da turismo attraverso la creazione di un sistema “all’americana” per la produzione, la vendita e l’assistenza tecnica dei propri velivoli. Il primo di quella che doveva essere una famiglia di modelli fu l’S.205, monomotore metallico ad ala bassa dotato di un’ampia cabina a quattro posti. Il velivolo era proposto con motorizzazioni da 180, 200 o 220 CV e con carrello fisso o retrattile. Per migliorare le prestazioni, fu sviluppato anche il modello S.208, con motore da 260 CV, carrello retrattile e cinque posti. Per l’impiego da parte dell’Aeronautica Militare fu realizzata la versione S.208M dotata di strumentazione modificata, due porte e possibilità di montare un gancio per il traino alianti. Gli S.205 e 208 sono stati venduti in centinaia di esemplari sui mercati europei e 40 esemplari di S.208C sono stati acquisiti dall’Aero Club d’Italia per equipaggiare le scuole di volo federate.
L’S.208M è stato in dotazione alla 653a Squadriglia Collegamenti e Soccorso del 53° Stormo, dal 1978 al 1999.


Bell 212 Twin Huey
1969

Il Bell model 212 nacque nel 1968 in seguito all'intenzione del governo canadese di sviluppare una versione bimotore del model 205 (UH-1H), da poco entrato in servizio. Lo sviluppo fu condotto anche dalla Pratt & Whitney of Canada che ideò la caratteristica rivoluzionaria dell'elicottero: due motori affiancati azionanti un singolo albero rotore. Il primo cliente a ricevere il nuovo velivolo (UH-1N) fu l'USAF nel 1970, a cui fecero seguito US Navy, Marines e le forze aeree canadesi. La versione commerciale, il Bell 212 Twin Two-Twelve, fu certificata nel 1971. Nello stesso anno iniziò la produzione su licenza dell'Agusta, che sviluppò anche una propria versione, l'AB212SW, destinata alla lotta antisommergibile.
L'AB212AM è stato in dotazione alla 653a Squadriglia Collegamenti e Soccorso del 53° Stormo, dal 1984 al 1989.


Panavia Tornado
1974

La nascita del programma Tornado, volto a realizzare un velivolo da combattimento multiruolo (MRCA) per le forze aeree di Germania, Gran Bretagna ed Italia, nacque nel 1969 con la costituzione del consorzio Panavia, formato da Aeritalia, BAC e MBB. Il progetto del velivolo (PA200) prevedeva una formula biposto, bimotore con ala alta a geometria variabile. Anche i due turbofan Turbo Union RB199 erano nuovi e frutto di un apposito consorzio. Dopo estesi collaudi dei 9 prototipi costruiti, il 5 giugno 1979 il primo aereo di serie fu consegnato alla RAF. Le macchine operative sono state sviluppate come bombardieri a bassa quota con capacità di attacco antinave e ricognizione (IDS = Interdiction/Strike). Per la difesa aerea, su interesse della sola RAF, fu derivata la versione ADV (Air Defence Variant), il cui primo prototipo volò nel 1979. Alla fine degli anni Ottanta è stata sviluppata una speciale versione da attacco antiradar e ricognizione denominata ECR (Electronic Combat Reconnaissance), realizzata in forme diverse per Germania ed Italia; è entrata in servizio nel 1990 con la Luftwaffe e nel 1998 con l’Aeronautica Militare. In totale, l’Italia ha acquistato 100 IDS di cui 15 convertiti in ECR ed ha in seguito ricevuto in leasing dalla RAF 24 ADV F Mk.3 nel periodo 1995-1997.
Il Tornado IDS è stato in dotazione al 1° CMP/RMV del 53° Stormo, nel 1982 e nel 1989.
Il Tornado F.3 è stato in dotazione al 21° Gruppo del 53° Stormo, dal 1996 al 1999.


Aermacchi MB-339 Macchino III
1976

Nel 1972, a seguito di un contratto per lo studio di un velivolo che potesse sostituire l'MB-326 presso le scuole di volo dell'Aeronautica Militare, l'Aermacchi predispose diversi progetti. Tra questi fu selezionato il più tradizionale, direttamente derivato dal 326, di cui conservava buona parte della cellula ed il motore della versione K. Completamente ridisegnata la sezione anteriore, per permettere lo scolamento in altezza dei due posti di pilotaggio e garantire così migliore visibilità all'istruttore. I primi esemplari entrarono in servizio con l'Aeronautica Militare nel 1978. Nel 1982, anche la Pattuglia Acrobatica Nazionale, le Frecce Tricolori, fu equipaggiata con quest'aereo. Successivamente, il 339 è stato adottato dalle forze aeree di altri otto Paesi. Nel 1980, l'Aermacchi presentò la versione monoposto d'attacco (MB-339K), sviluppata secondo la filosofia già seguita con l'MB-326. Questo modello non ha però incontrato successo di vendite. Le più recenti versioni del 339 (C, FD e CD) sono caratterizzate da un'avionica sofisticata per l'addestramento dei piloti destinati ai caccia di ultima generazione.
L'MB-339A è stato in dotazione alla 653a Squadriglia Collegamenti del 53° Stormo, dal 1995 al 1998.


Piaggio P.180
1986

Sviluppato autonomamente dalla Piaggio negli anni Ottanta per essere inserito nel difficile mercato dei velivoli d’affari, o executive, il P.180 mostrò al suo apparire linee aerodinamiche e caratteristiche tecniche innovative, tanto da renderlo competitivo per velocità e costi d’esercizio con i pariclasse a reazione. Certificato nel marzo 1990, il velivolo è stato consegnato a diversi Paesi dal settembre dello stesso anno, ma non ha mai raggiunto livelli di vendita adeguati anche a causa della crisi economica che ha colpito la casa madre. Ordinato dall’Aeronautica Militare, dall’Esercito, da numerosi operatori civili e governativi italiani, e da parecchi estimatori all’estero, superata infine la crisi della Piaggio, sembra ora aver trovato la propria posizione nell’agguerrito mercato internazionale.
Il P.180AM è stato in dotazione alla 653a Squadriglia Collegamenti del 53° Stormo, dal 1994 al 1999.

(articolo di Marco Tomassoni del 11.06.2005)

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