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Agusta A129 Mangusta

Modelli > Aerei > Scala 1:72

Agusta A129 Mangusta
7° Reggimento AVES Vega
FOB Belet Huen, Somalia 1993
Italeri 1:72
(di Marco Tomassoni)

Descrizione.
Il kit Italeri, commercializzato a partire dal 1999, è dedicato alla prima versione del Mangusta, l'Agusta A129, ancora priva del cannone da 20 mm installato in seguito sul dimostratore A129 International e sulla versione definitiva dell'elicottero d'attacco, l'AgustaWestland AW129 CBT.
Il kit si compone di due stampate di plastica color verde oliva, dallo stampo preciso, senza bave o ritiri e con le pannellature in fine negativo. Una stampata trasparente accoglie il canopy in un solo pezzo ed il foglio decals offre la possibilità di rappresentare due elicotteri: uno del 7° Reggimento "Vega" ed uno del 1° Reggimento "Antares" dell'allora CALE, Centro Aviazione Leggera dell'Esercito, oggi AVES (AViazione dell'ESercito). Chiare e dettagliate le istruzioni a corredo.
Insomma, un piacevole kit da montare da scatola come intermezzo tra realizzazioni più elaborate.

Costruzione.
Il cockpit è composto dalla vasca abitacolo, due seggiolini, i comandi del passo ciclico e del collettivo e da due pannelli frontali sui quali sistemare le decals atte a rappresentare la strumentazione. Gli unici interventi di dettaglio hanno riguardato la costruzione delle cinture di sicurezza con nastro da carrozzieri. Dopo aver colorato a pennello l'abitacolo in nero opaco, i seggioiolini in nero lucido e l'imbottitura in verde oliva e tutti gli altri dettagli, è stato applicato un drybrush di color sabbia per simulare l'invecchiamento ed il teatro operativo che avevo in mente di realizzare.
L'unione delle due semifusoliere non presenta particolari problemi tranne qualche spazio eccessivo tra le gondole motore e la fusoliera stessa che andranno sistemate con un po' di stucco. Anche l'accoppiamento del canopy alla fusoliera presenta qualche irregolarità ed è, a mia opinione, il punto più delicato dell'assemblaggio per combinare l'azione di lime, cutter e stucco alla necessità di non rovinare i trasparenti, peraltro un po' troppo spessi.
L'assemblaggio è proseguito con gli sponson laterali ai quali ho applicato dei carichi asimmetrici, come osservato in realtà: un lanciatore quadruplo per missili controcarro TOW sotto la "semiala" destra ed una razziera da 81 mm sotto quella sinistra.
Il rotore principale è ben prodotto e realistico, l'unico intervento è stato quello di curvare leggermente le pale per simularne il peso.
Completano la fase di costruzione i carrelli (piuttosto robusti, come nella realtà), la torretta frontale con i sensori di scoperta e di guida dei missili, la lunga antenna HF ed alcune antenne a lama (VHF e UHF), i Tubi di Pitot, i predellini d'accesso e, ovviamente, il rotore di coda.

Colorazione.
Mascherato il canopy con nastro adesivo Tamiya e sigillato con Maskol Humbrol, tutto il modello ha ricevuto un leggero velo di primer grigio Tamiya. Per comodità, ho lasciato separato il rotore principale dal resto dell'elicottero.
L'intero velivolo è stato colorato ad aerografo con il verde oliva Lifecolor UA003, corrispondente al FS34088, corretto con una punta di color carne per schiarirlo leggermente poichè ad occhio mi sembrava troppo scuro rispetto alle foto utilizzate come riferimento.
Il rotore principale è stato colorato in nero opaco, mentre quello anticoppia in un verde oliva differente rispetto al colore principale dell'elicottero, d'altronde i materiali utilizzati sono diversi (ergal, una particolare lega dell'alluminio, per la fusoliera, materiali compositi per il rotore anticoppia). Entrambi i rotori hanno una fascia gialla lucida all'estremità.

Completano la colorazione alcuni dettagli quali ruote, ammortizzatori del carrello, scarichi dei motori e vetrature dei sensori per i quali ho fatto riferimento all'ampia documentazione in circolazione.
Le decals utilizzate rappresentano un elicottero del 7° Reggimento "Vega”, basato all'epoca a Casarsa delle Delizie (Pordenone), oggi a Rimini, con un'accattivante motivo a scacchi neri sul timone, applicate con l'ausilio dei liquidi MicroSol e MicroSet della Microscale.
Un'ultimo passaggio leggero di trasparente opaco ha sigillato il modello e preparato per la successiva fase d'invecchiamento che ho principalmente realizzato con lavaggi di colori terrosi estremamente diluiti ed un drybrush di color sabbia per evidenziare l'accanimento degli agenti atmosferici sugli elicotteri impiegati durante l'Operazione Ibis dal nostro contingente in Somalia nel 1993.

Ambientazione.
L'ambientazione creata per mostrare il modello alla nostra mostra del 2006 è molto semplice. Su una basetta in legno colorata di impregnante lucido, ho steso un sottile strato di Das, testurizzandolo prima che seccasse.
Su una base color kaki, la colorazione è stato un sussegurisi di lavaggi e drybrush, più o meno generalizzati, per rappresentare il brullo terreno dell'ultimo avamposto italiano in terra somala a Belet Huen, così come lo vidi nell'ottobre 1993.


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