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Bipode Corazzato Polifemo

Modelli > Fantasy

Bipode Corazzato Iveco/Oto Melara BC7V3 "Polifemo"

Kit di partenza.
Dreadnought Games Workshop 28 mm
Figurini Esci e Hasegawa 1:72
Elementi di contorno di provenienza Hasegawa e banca dei pezzi.
(di Franco Monti)

In origine, così come altri soggetti Games Workshop presenti nella mia “collina delle scatole”, il kit del Dreadnought era stato acquistato nell’ottica di formare un esercito con cui giocare al Wargame da tavolo Warhammer 40K, cosa che, per vari motivi, non si è mai realizzata.
Avendo “ritrovato” il modello in una fase di riordino delle scatole, mi è venuta la voglia di trasformarlo in un futuristico mezzo corazzato in fase di manutenzione. Fin dall'inizio ho scartato l’idea di un veicolo automatizzato, preferendo realizzare un mezzo dell’Esercito Italiano con equipaggio umano.
Di conseguenza, considerando le dimensioni del modello finito, la scala che meglio si prestava all’idea è risultata essere quella in 1:72.

Dreadnought Games Workshop. Il kit multicomponente in plastica contiene i pezzi per creare il corpo del robot più parti opzionali relative all’armamento e ad alcuni dettagli del mezzo. Rispetto ai normali kit in commercio, come tutte le realizzazioni Games Workshop, anche il Dreadnought può risultare un pò “giocattoloso”, sopratutto per chi è interessato unicamente alla parte modellistica e non ai Wargames.
Tuttavia, personalmente, lo trovo molto bello e divertente, sia da costruire che da modificare, con una qualità della plastica e delle stampate molto buona, privo di ritiri o deformazioni di alcun tipo e con linee di fusione semplici da eliminare.

I principali elementi di contorno, così come alcuni figurini, provengono dai kit Hasegawa US Aerospace Ground Equipment e US Pilot/Ground Crew Set. Questi kit sono talmente conosciuti da non richiedere nessuna descrizione.
I restanti figurini sono degli Esci in vinile, provenienti da una scatola dedicata a piloti e personale di terra della NATO.

La postazione di pilotaggio del Bipode Corazzato è stata interamente auto costruita con plasticard, sprue stirato, filo elettrico e parti di kit in 1:72 provenienti dalla banca dei pezzi. Durante la costruzione, sono state effettuate continue prove a secco per evitare successivi problemi di assemblaggio. Lo stesso per quanto riguarda gli apparati ed i portelli, corrispondenti ad alcuni vani che ho deciso di aprire per rendere più evidente la fase di manutenzione rappresentata nel diorama.

Gli elementi di contorno sono stati costruiti da scatola, ad eccezione degli utensili presenti nel carrello degli attrezzi. Nell’originale erano stampati su dei piccoli pezzi di cartoncino che simulavano anche i ripiani del carrello, con una resa finale decisamente deludente. Di conseguenza, i ripiani e tutti gli utensili sono stati auto costruiti impiegando plasticard e sprue stirato, successivamente sagomato con lime e bisturi oltre a un martelletto usato per appiattire le punte dei cacciaviti.
Tanto per rendere l’idea, la sola pinza, presente sul ripiano superiore del carrello, è composta da cinque pezzi, incollati tra loro prima di posizionarla.

I figurini sono tutti da scatola. L’unica modifica è stata l’eliminazione della cinghia della cassetta degli attrezzi, portata a spalla da uno dei personaggi, successivamente rifatta con lamina di piombo.
La parte più noiosa è stata la sbavatura e l’eliminazione delle linee di fusione sui figurini in vinile, effettuata con una lama di bisturi nuova (quindi affilatissima) e molta pazienza.

La base è in plexiglass rivestita con pannelli di plasticard, per simularne la pavimentazione in cemento.
Il tutto è stato dipinto a pennello utilizzando colori acrilici di varie marche.


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