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Bristol Beaufighter Mk.IC

Modelli > Aerei > Scala 1:48

Bristol Beaufighter Mk.IC
253a Squadriglia Comandi Intercettori Leone
Venegono (VA), 1942
Regia Aeronautica
Tamiya 1:48
(di Dario Tenderini)

Il 7 gennaio 1942 il Bristol Beaufighter Mk.IC T4887 del Coastal Command, in volo da Gibilterra verso Malta, atterrò per sbaglio a Magnisi, vicino Augusta (SR), e conseguentemente catturato dal personale della Regia Aeronautica. L'errore in cui incapparono il Pilota Flt. Sgt. Jones ed il Navigatore Flt. Sgt. Bold fu causato dal cattivo funzionamento del radiofaro di Malta, le cui emissioni erano disturbate da un Carro Radio posto a Porto Palo.
Trasferito a Guidonia (Roma), gli furono dipinte le insegne italiane, croce sul timone e fascia bianca in fusoliera, obliterando quelle inglesi; i fasci erano presenti su entrambe le superfici alari. La matricola MM.4887 venne derivata direttamente da quella britannica.

Dopo una permanenza di quasi un anno a Guidonia, il velivolo fu trasferito in dicembre a Venegono sul campo della 235a Squadriglia Comando Intercettori Leone; purtroppo però il 29 gennaio 1943 l'aereo andò perduto in decollo, con relativa morte del Pilota Ten. Zedda e gravi ferite per il Motorista Serg. Magg. Sacchi.



Passiamo ora al modello, regalo di un amico, in scala 1:48, insolita scelta per il sottoscritto, realizzato da Tamiya in versione Mk.VI Night Fighter.
La differenza sostanziale di questa serie rispetto al soggetto da me scelto, consta nei piani di coda inclinati a V anziché piani. E' quindi indispensabile, una volta giuntate le semiali per ciascun piano, montarle alla fusoliera sottosopra, invertendo quella di destra con quella di sinistra, stuccando ed adattando alla nuova configurazione.
Altra differenza rispetto al kit base sono gli scarichi corti (autocostruiti) e privi degli smorzatori di fiamma, le prese d'aria corte sopra le cofanature motori ed ovviamente l'assenza delle antenne sul muso e sul bordo d'ingresso delle ali. Sulle gambe dei carrelli sono stati applicati i cavi dei freni.


Gli interni, di per se già ben dettagliati, sono migliorabili con alcune apparecchiature nella zona della postazione posteriore, con le manette nel vano abitacolo, le cinture di sicurezza autocostruite e soprattutto la copertura con filo di cotone, a mo' di manicotto, del tubo che attraversa longitudinalmente la fiancata interna destra.
Per la colorazione, particolarmente scrostata nelle zone del muso e del bordo d'ingresso delle ali, ho provveduto, preventivamente, a verniciare in argento tali parti, ricoprendole poi con Maskol.

Il velivolo aveva una mimetica in Dark Slate Gray su Extra Dark Sea Gray con superfici inferiori Sky. Ho simulato le cancellature delle coccarde britanniche e della fin flash in deriva con del grigio mimetico, mentre la croce sabauda è stata realizzata mascherando con nastro di carta. I fasci alari sono tratti dai fogli decals della Tauromodel, mentre la matricola è realizzata con trasferibili Letraset.

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