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Fiat CR.20

Modelli > Aerei > Scala 1:72

Fiat CR.20 Idro
161a Squadriglia
Regia Aeronautica
Choroszy 1:72
(di Dario Tenderini)

La serie degli aerei da caccia CR.20 fu realizzata a Torino dalla Fiat nel 1926 ed il primo esemplare fu presentato a Parigi nello stesso anno. Già nel 1927 i primi caccia iniziarono ad essere utilizzati nelle unità di linea.
Caccia monoposto, monomotore, biplano, con fusoliera in metallo, ne furono prodotti circa 650 esemplari fino al 1933 in differenti versioni che montarono motori Fiat A20, Fiat A20Q ed Isotta Fraschini Asso.
La costruzione avveniva negli stabilimenti Fiat di Torino, Macchi di Varese, CMASA di Marina di Pisa e fu esportato in Ungheria, Austria, Germania, Lituania.
Il modello preso in considerazione è il CR.20 Idro della 161a Squadriglia realizzato dalla polacca Choroszy.

La confezione contiene più di una cinquantina di pezzi in resina ben stampata ed esente da bolle, un foglio decals per realizzare svariate versioni e due fogli per le istruzioni. Bisogna notare che per l'esatta realizzazione del modello 161-1 nella confezione non sono presenti i tubi di scarico allungati ed i relativi parafiamma, il tutto può essere realizzato con sprue opportunamente sagomato e del lamierino d'ottone.
Gli interni dell'abitacolo, come dal vero, sono abbastanza spartani, l'unica aggiunta sono state le cinture di sicurezza del seggiolino con il grosso del lavoro che è gravitato sulla verniciatura ed il dry brush per far risaltare i dettagli.
La giunzione delle due semifusoliere avviene senza grossi problemi, mentre per le semiali inferiori si è reso necessario utilizzare dei perni in metallo onde evitare spiacevoli rotture e distacchi dalla fusoliera.
I montanti sia delle ali superiori che dei galleggianti sono particolarmente sottili, ma fortunatamente non si è dovuto ricorrere alla sostituzione od all'irrobustimento con perni. Per il corretto posizionamento dei montanti sono tornate comode le tre viste dell'aereo riportate nel foglio istruzioni. Per i tiranti che collegano i montanti è stato utilizzato del filo di rame stagnato, ben riproducente le dimensioni di quelli reali. Sul trave di coda sono state realizzate delle "orecchie" da cui fuoriescono i tiranti in sottile filo di rame per la motilità di piani di coda e timone.
Le note dolenti vengono invece dagli scarponi dei galleggianti, realizzati in due pezzi che non si giuntano perfettamente: il parecchio stucco e la conseguente carteggiatura possono evidenziare numerose micro bolle che si celano appena sotto la superficie.
Le superfici, che erano completamente in alluminata, le ho realizzate con l'argento 11 di Humbrol, i montanti in nero 33, mentre su piani di coda e deriva campeggiava il tricolore, sempre realizzato con smalti.
Le decals sono particolarmente delicate e bisogna prestare attenzione al collocamento e successivamente a come maneggiare il modello.
In sintesi un interessante ed inconsueto velivolo da realizzare.

Il modello è stato premiato con una medaglia d'argento ed una di bronzo in diversi concorsi modellistici a livello nazionale.

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