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Franco

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Franco "Orketto" Monti

Nato a Varese nel 1964, sono stato attratto dal mondo del modellismo fin da bambino, grazie alla passione del babbo per i plastici ferroviari. Attrazione che per il genitore comportò una notevole dose di pazienza e sangue freddo, dato che il mio primo interesse fu principalmente quello di sfruttare il suo plastico ferroviario per le mie battaglie a soldatini (i mitici Atlantic), con particolare predilizione per gli spostamenti di truppe su strada ferrata.

Superata una prima fase costellata da incidenti ferroviari più o meno gravi, seguita dai sacrosanti castighi paterni, ho iniziato la mia avventura modellistica usando come cavie i carri Leopard ed M113 dell'Atlantic, montati ad incastro, su cui stendevo strati di pittura il cui spessore risultava prossimo a quello presente sui rispettivi mezzi originali.
Nonostante ciò, pienamente soddisfatto dei miei primi risultati, compii il passo successivo ed iniziai a dedicarmi a kit di aeroplani e carri Airfix e Matchbox con esiti che, per quanto oggi difficilmente qualificabili, allora mi riempivano di giusto orgoglio.

Seppur lentamente, con il tempo, la pratica e parecchi errori, le mie capacità iniziarono a migliorare.
Nel frattempo, però, il sopraggiungere di nuovi eventi legati al normale ciclo della vita (leggasi amici, moto, ragazze, ecc.), comportarono un progressivo allontanamento dall'hobby.
Arrivò così un momento in cui, riposti in cantina colori, pennelli e kit, smisi completamente di interessarmi al modellismo.

Da sempre appassionato di aerei ma non avendo i "decimi" di vista sufficienti a tentare di intraprendere una carriera come pilota, decisi che se non li potevo pilotare potevo almeno andare a lavorare dove li costruivano e così, nel 1981, riuscii ad entrare in Aermacchi, dove tuttora lavoro, completando gli studi di Perito Meccanico alla scuola serale.

Convolato a giuste nozze nel 1988, durante il trasferimento delle mie cose al nuovo domicilio ritrovai in una scatola alcuni soldatini e qualche boccetta di colore ormai seccato.
All'improvviso sentii un moto di nostalgia per i miei trascorsi modellistici e cominciai a cercare il resto del materiale che avevo, a suo tempo, accantonato.

Scoprii così che mia madre, convinta che ormai ero troppo grande per continuare a giocare a soldatini, aveva nel frattempo regalato ai figli dei vicini tutto ciò su cui aveva messo le mani. Dopo un primo momento di sconforto la perdonai (la mamma è sempre la mamma) e, recuperato il poco rimasto, mi rassegnai.

Tempo dopo diventai orgoglioso padre di una bellissima bimba e per un pò tornai a scordare la mia vecchia passione.

Ormai, però, il seme del modellismo aveva nuovamente messo radici e così, poco tempo dopo, acquistai il mio nuovo "primo" kit. Inizialmente i progressi furono lenti anche se, rispetto ai miei albori modellistici, era diventato molto facile reperire materiale sull'argomento.

Dopo aver realizzato alcuni modelli di aerei, carri e navi mi resi conto che, nonostante un certo interesse dal punto di vista della ricerca storica, i vincoli posti dal realizzare un modello "realistico" non mi davano quel senso di soddisfazione da cui nasce lo stimolo di continuare e di cercare di migliorarsi.
Mentre cercavo la mia "strada" nel mondo dell'hobby capitai davanti alla vetrina di un negozio che esponeva alcune scatole di figurini e mezzi fantasy della serie Warhammer. Incuriosito entrai nel negozio e finii con l'acquistare il mio primo kit fantasy.

Capii subito che avevo trovato il mio genere di modelli, ma ancora mancava qualcosa.
La vera svolta fu quando venni a sapere che, presso l'oratorio della Parrocchia San Massimilano Kolbe di Varese, era stata organizzata una mostra di modellismo.
Andai a visitarla e vidi un modello che mi colpì immediatamente.
Un'astronave ricavata da un vecchio ferro da stiro !!!!!!
Ora era tutto chiaro.

Non mi bastava solo poter dipingere come volevo un qualsiasi modello fantasy da scatola ma, prima, dovevo immaginarne e ralizzarne uno che fosse solo mio.
Da quel momento iniziai a valutare ogni kit non per il soggetto o la qualità delle stampate, ma per la sua potenzialità nella realizzazione di un modello fantasy.

Durante la visita a quella mostra scoprii, inoltre, che ad organizzarla erano stati i soci del gruppo modellismo "Asso di Spade" e che si riunivano in quello stesso oratorio tutti i giovedì sera.
All'inizio mi limitai ad alcune saltuarie presenze agli incontri ed a partecipare alla mostra dell'anno successivo come socio del gruppo modellismo Cral Alenia Aermacchi "il Macchino", a cui mi ero nel frattempo iscritto.

Col tempo iniziai a partecipare sempre più assiduamente alle riunioni del giovedì e ad apprezzare lo spirito di amicizia e la vitalità con cui veniva gestita l'attività del gruppo. La logica conseguenza fu diventare socio anche del Club "Asso di Spade".

Grazie all'incoraggiamento di questi nuovi amici, cominciai a partecipare ad altre mostre e anche ad alcuni concorsi dove riscossi, con mia grande sorpresa e gioia, i primi successi.
Soprattutto scoprii la possibilità di conoscere altre persone che condividevano la mia stessa passione e di confrontare i miei modelli con i loro, traendone nuovi stimoli per le mie realizzazioni.
Ho così cominciato ad ampliare il mio "giro" di partecipazioni a mostre e concorsi, spesso accompagnato dalla mia consorte che, oltre a fare il tifo per me, apprezza anche il non trascurabile vantaggio di visitare posti nuovi.

Così, nonostante abbia maturato nel tempo altre passioni come, ad esempio, il LaserTag e la mia Vespa, il modellismo rimane il mio hobby principale anche e sopratutto grazie agli stimoli che mi arrivano da mia moglie e da mia figlia, ormai diventata grande, che sono le mie prime fans e i primi giudici del frutto delle mie "fatiche".

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