Asso di Spade


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I modelli di Lecce...

Modelli > Vintage > Aerei

Curtiss P-40B Tomahawk
American Volunteer Group "Flying Tigers"
Republic of China 1942
Monogram 1:48

Messerschmitt Bf 109E Emil
Jagdgeschwader Luftwaffe
Battle of Britain 1940
Tamiya 1:48

North American P-51D Mustang
4° Stormo (decals Tauromodel)
Grosseto 1947-51
Tamiya 1:48

Vought F4U-4B Corsair
Unidentified Unit - US Naval Aviation
Pacific War 1944-45
Italeri 1:48

modelli realizzati nell'anno 1992
(di Marco Tomassoni)

La storia di questi modelli è piuttosto curiosa.

Nel 1992 ero in addestramento sull'MB-339A alla 61a Brigata Aerea di Lecce Galatina, prossimo al conseguimento della tanto agognata Aquila Turrita di Pilota Militare.
La permanenza a Lecce durò dieci mesi, da settembre 1991 a giugno 1992, periodo durante il quale si alternavano lezioni teoriche, voli d'addestramento, esami in volo e a terra e tanto, tanto studio, sia nei locali del Gruppo Volo, che nelle nostre camere private (private per modo di dire perchè eravamo quattro allievi per camera).

Durante tutto il soggiorno nella piacevole campagna salentina, a noi AUPC (Allievo Ufficiale Pilota di Complemento) erano concesse rare licenze (sono andato a casa una sola volta) e soltanto qualche ora di libera uscita nel fine settimana, così, passato il periodo più duro della selezione, si riusciva a trovare un po' di tempo libero dopo cena.
Quando non si poteva uscire bisognava allora inventarsi qualcosa: calcetto, basket, pallavolo, un po' di televisione allo spaccio (chi non ha fatto il militare non si spaventi: lo spaccio militare non ha niente a che vedere con l'uso di sostanze stupefacenti, ma è il luogo di ritrovo della truppa, una sorta di bar, sala giochi, osteria tutto insieme), ma alla fine ci si ritrovava in camera a guardare il soffitto...
Internet non esisteva ancora, i telefoni cellulari erano una rarità inavvicinabile per la nostra misera paga ed i Walkman (altro marchingegno sconosciuto per gli adolescenti di oggi abituati ad iPod e MP3) erano proibiti, almeno in teoria.

Perchè allora non riprendere in mano taglierino, pennello e colori?

E' così che diventai un assiduo frequentatore di un negozio di modellismo di Lecce, dove tra l'altro ho conosciuto alcuni modellisti molto promettenti che ho poi ritrovato sulle pagine delle più note riviste del settore negli anni successivi.
Ho anche coinvolto il mio vicino di branda, Francesco "Fox" V. (il G-91R del 2° Stormo è suo), che ha realizzato l'unica foto della nostra piccola collezione con una macchinetta fotografica usa-e-getta allegata in omaggio ad una rivista di viaggi.

Essendo prevalentemente un "aeroplanaro" in 1:72, decisi di lanciarmi nella più grande scala 1:48 e cominciai con il P-40, che venne piuttosto bene. Seguì l'F4U, che però non seppi valorizzare (era una macchia blu informe...) ed il P-51, che decisi di realizzare in versione italiana nel dopoguerra utilizzando quelle che allora erano le decals "all'ultimo grido", le Tauromodel. Il successivo Bf 109 mi gratificò a tal punto che decisi di intraprendere la realizzazione di quello che, a tutt'oggi, considero il kit più difficile che abbia mai tentato: il Tauromodel Macchi MC.202.
Plastica storta e rugosa, sbavature e ritiri ovunque, incastri fuori asse, pannelli che non si chiudevano, il motore che non stava nell'alloggiamento, dettagli (pochi) in positivo e troppo spessi, addirittura pezzi mancanti. Ciò che mi aveva attratto era la possibilità di mostrare il motore e le decals, veramente splendide, ma evidentemente mi ero sopravvalutato perciò, dopo innumerevoli tentativi, il kit finì nel cestino...

Deluso, ma non sconfitto, dal Macchi 202 ed approfittando di un'offerta del titolare del negozio di modellismo (ormai ero diventato un amico di famiglia e passavo molte ore nel suo laboratorio, per me un vero paradiso, abituato com'ero ad una scrivania protetta da un foglio di giornale e quattro pennelli, pronto a far sparire tutto all'arrivo dell'Ufficiale d'Ispezione...), mi lanciai in quella che per me era una vera impresa: la costruzione e colorazione ad aerografo del Monogram A-10 Thunderbolt II, sempre in 1:48.
L'assemblaggio riuscì senza sbavature e colorai i sotto-insiemi nel piatto della doccia, quando i miei colleghi erano assenti o a dormire (Fox questa non l'hai mai saputa, vero?...).
Applicai la European Lizard 1, una mimetica affascinante che secondo me rendeva ancora più aggressivo un aereo che è già cattivo di suo, ma, come tutte le grandi opere, il mio modello rimase incompiuto. Perchè?...

Perchè il corso era finito ed ero diventato Pilota Militare!

La settimana successiva ricevetti il trasferimento al 53° Stormo Caccia di Cameri. Dovetti impacchettare le mie cose e liberare la stanza per gli allievi del corso successivo. Regalai (sigh!) i miei quattro modelli e l'incompiuto A-10 al 213° Gruppo Volo.
Da allora (giugno 1992) non ho più varcato la soglia del Gruppo: chissà che fine hanno fatto i miei modelli.

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