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Incursore Paracadutista 9° Reggimento d’Assalto Col Moschin

Modelli > Figurini > Scala 1:16 - 120 mm

Incursore Paracadutista 9° Reggimento d'Assalto Col Moschin
Task Force Nibbio - Afghanistan 2003
Dragon 1:16 - 120 mm
(di Marco Tomassoni)

Descrizione.
L'idea alla base della realizzazione è ovviamente legata ai fatti post 11 settembre ed all'impegno delle Forze Armate italiane in Afghanistan, in particolare al contributo delle Forze Speciali ad Enduring Freedom che operarono sotto il nome di Task Force Nibbio nelle remote aree rurali della provincia di Khowst dal 15 marzo al 15 settembre 2003.
La vasta iconografia disponibile su internet ed un modello che ben si adattava alla mia idea ha consentito la realizzazione di questo omaggio ai nostri soldati in missioni di peace enforcing.
Il modello è il ben noto Dragon DML1610 Delta Force in scala 1:16, oggi non più in produzione e disponibile solo on-line o come rimanenza di magazzino.
Il kit è stato ordinato tramite internet da un noto on-line store americano, molto fornito ed aggiornato, ma all'arrivo del pacco ho purtroppo constatato un danno irrimediabile (almeno per le mie quasi nulle capacità di scultore) alla testa del soggetto. Il viso era deformato, schiacciato e totalmente inservibile.
Il danno era dovuto ad un clamoroso errore di stampaggio della plastica e pertanto non potevo neanche far valere il diritto di recesso. Sembrava che il mio progetto fosse destinato a svanire nel nulla, ma dopo qualche mese il provvidenziale ritrovamento di un kit analogo in un remoto negozietto mi permise di mettermi al lavoro.

Costruzione.
Il kit si compone di due stampate di colore grigio, una dedicata al corpo del soggetto e l'altra all'arma, una carabina automatica Colt M4, più una piccola base in plastica nera sulla quale eventualmente presentare il figurino.
Le istruzioni sono chiare ed essenziali, la scomposizione dei pezzi è logica e facile da assemblare. Il corpo è diviso in due metà nel senso verticale con tronco e gambe già collegate. Testa, braccia, mani ed anfibi sono a parte, così come gli accessori quali l'elmetto, la radio, la fondina con la pistola ed il tascapane. Bisogna prestare un po' di attenzione nel separare il microfono della radio dallo sprue, è sottile e si rischia di romperlo.
A parte il problema del viso inutilizzabile nel primo kit, non ho trovato nessun altro pezzo deformato ed anche i ritiri sono minimi. L'uso dello stucco è quasi inutile.
Il figurino è stato assemblato da scatola. La personalizzazione del soggetto è resa possibile dal fatto che la maggior parte delle Forze Speciali del mondo occidentale utilizza lo stesso tipo di equipaggiamento e le stesse armi. La caratterizzazione in soldato italiano la farà la colorazione della mimetica.
Gli unici particolari autocostruiti sono gli occhialoni anti sabbia e la tracolla combat del fucile, i primi in plasticard ed il secondo in nastro di carta ripiegato su se stesso.

Colorazione.
Terminato l'assemblaggio, ho spruzzato Primer Tamiya grigio su tutto il modello, arma compresa. Ho suddiviso la colorazione tra corpo del figurino, accessori ed M4 utilizzando ovunque acrilici Lifecolor tranne per il fucile per il quale ho utilizzato smalti metallici Testors.
Normalmente applico varie miscele di colore, non utilizzo quasi mai i colori puri, per cui non saprei definire le esatte percentuali dei vari componenti, vado ad occhio tenendo come riferimento le fotografie dei soggetti reali e provando le miscele su pezzi di plasticard.
Ho iniziato dall'incarnato usando una base di color carne scurita con un 10-20% di marrone, a simulare da subito una carnagione cotta dal sole e dal freddo di quei luoghi inospitali. Per realizzare luci ed ombre ho applicato delle lavature diluite all'80% (di acqua) per le ombre e al 50% per le luci, aspettando tra una fase e l'altra che il colore fosse perfettamente asciutto. Al termine ho realizzato i dettagli come occhi, labbra, denti, ecc.
Per la mimetica ho cercato di rappresentare il Desert Pattern italiano utilizzato per la prima volta in Somalia nel 1993. Su una base color sabbia, ombreggiata e lumeggiata con le lavature, ho applicato prima il verde smeraldo e poi il marrone cioccolato, entrambi ombreggiati e lumeggiati.
Infine, ben sapendo (da esperienza personale) che dopo un paio di lavaggi ed esposta al sole la mimetica tende a sbiadire, ho riprodotto questo effetto applicando un pesante drybrush di colori polverosi.

Lo stesso procedimento è stato seguito per il giubbotto paraschegge al quale ho applicato la mimetica continentale. Il gilet tattico e le buffetterie hanno ricevuto una base di verde oliva. Per differenziare i colori, il cinturone, la fondina e le cinghie di fissaggio sono state colorate con una miscela di verde oliva e verde salvia. Anche l'elmetto tipo SWAT ha ricevuto un'altra variante di verde, più "plasticoso", mentre i guanti sono in nero con lavaggio di marrone.
L'impugnatura della pistola Beretta 92 e la radio sono in nero satinato.
Gli anfibi sono quelli scamosciati americani, spesso usati dai nostri soldati per la comodità e leggerezza, che ho cercato di riprodurre con vari toni di ocra e sabbia.
La carabina M4 è stata inizialmente colorata con nero satinato sulle parti metalliche e nero opaco su quelle in bakelite, quindi ha ricevuto un drybrush di gun metal sui componenti in acciaio ed infine un lavaggio diffuso di nero opaco su tutta l'arma. L'M4 è l'unica parte del figurino che ha ricevuto un'impolveratura leggera: nessun soldato degno di quasto nome permetterebbe l'accumulo di polvere e sporcizia sulla propria arma!

Ambientazione.
La basetta è molto semplice. Su una base di legno abbondantemente verniciata di impregnante, ho steso uno strato sottile di DAS testurizzato con un vecchio spazzolino e con una paglietta metallica per piatti.
Prima che asciugasse completamente, ho premuto e incollato nel DAS alcuni comuni sassolini. Protetto il legno con nastro adesivo, ho applicato tre abbondanti lavaggi di toni terrosi, dal più scuro al più chiaro.
Infine, dopo almeno 24 ore ho creato le luci con tre drybrush di colori chiari, soprattutto sui sassi, con l'ultimo di bianco puro.

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