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Lady Butterfly

Modelli > Figurini > Scala 1:18 - 90 mm

Lady Butterfly
Phoenix 1:18 - 90 mm
(di Mario Stefanoni)

Questa rappresenta la prima “donnina” in assoluto da me realizzata.
Ne vidi una copia esposta in una vetrina di un negozio di Edimburgo che vendeva oggetti fantasy, statuette di fate e gnomi, libri di favole ispirati a leggende e storie celtiche e scozzesi, ecc. Fui colpito da quel figurino e decisi di entrare per vederlo più da vicino. Malgrado il mio inglese maccaronico, riuscii, grazie soprattutto alla disponibilità ed alla pazienza del proprietario, a fargli capire che volevo guardare quel figurino esposto in vetrina. Gentilissimo, lui me lo mostrò, ma quando chiesi se era in vendita, con altrettanta gentilezza mi rispose di no perchè quello era il suo.

Aprì però un cassetto e ne trasse un sacchettino di plastica con all’interno dei pezzi in metallo bianco e fotoincisioni e me lo mise davanti. Quei pezzi erano il figurino in vetrina. Comprai quel sacchettino con etichetta Phoenix e una volta rientrato dal viaggio mi misi subito all’opera per realizzarlo, mi piaceva troppo!
Un kit in metallo va assemblato, stuccato e verniciato come se si trattasse della carrozzeria di un auto, di conseguenza il modellista si trasforma in carrozziere. Anche i materiali che si usano sono gli stessi dei professionisti del settore: stucco bi-componente alla nitro e primer, anch’esso alla nitro.

Il figurino in questione è privo di vestiti perciò richiede una cura particolare nell’assemblaggio, la superficie dovrà essere liscia e senza imperfezioni, non si dovranno vedere le giunzioni e le stuccature.
Una volta assemblata, la figura è stata sgrassata con il diluente sintetico per togliere qualsiasi residuo di unto, quindi si stende una prima mano di primer nitro per evidenziare eventuali sbavature. Queste, se presenti, vanno eliminate con cura, poi si stende un’ulteriore mano che andrà a formare la base per la colorazione finale.

Molto importante a questo punto è carteggiare delicatamente il figurino con carta vetrata da carrozziere bagnata in acqua, grana 600 o più fine, per togliere qualsiasi effetto “buccia d’arancio” dalla superficie.
Il corpo della “donnina”, la foglia di supporto ed il fiore, i cui petali sono in lamina di ottone, sono stati colorati ad aerografo con gli acrilici Tamiya, i dettagli del viso ed i capelli sono stati colorati a pennello.
Il colore base delle ali, in fotoincisione, è stato realizzato con l’aerografo, le macchie a pennello.
Il colore di queste riproduce quello di una farfalla realmente esistente, la “Graphium Weiskei” originaria della Papua Nuova Guinea.

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