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Mario

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Mario "il più grande modellista pelato di Montegrino al mondo" Stefanoni

Sono nato nel Giugno del 1959 sulla sponda lombarda del Lago Maggiore.Sin da bambino sono appassionato di aeroplani, passione trasmessa dallo zio materno Sergio.
All’età di 6 anni ho “paciugato” il mio primo modellino, un GNAT T1 Airfix.

In compagnia dello zio e del papà andavo alle manifestazioni aeree che si svolgevano sull’aeroporto di Vergiate: l’odore di JP4 e quello dei fumi tricolori della PAN, allora sui FIAT G-91, parafrasando un famoso film, “odoravano di vittoria”.

Dallo zio ho ereditato, oltre alla passione per gli aerei, anche quella per i libri e i francobolli, dal papà modellista navale ho imparato a usare gli attrezzi e ho acquisito la manualità necessaria per questo tipo di hobby. Dopo le scuole dell’obbligo ho voluto iscrivermi al liceo artistico per portare avanti e migliorare un mio dono naturale, il disegno.

Dopo il diploma conseguito presso il Liceo Artistico Statale “A. Frattini” di Varese ho cominciato a svolgere qualche piccolo lavoro che mi permettesse una certa libertà economica e nel febbraio del 1980 ho trovato lavoro come tipografo presso una ditta di articoli per marcaggio. Come lavoro non era un granchè, ma alla fine del mese lo stipendio arrivava regolare e soprattutto ero molto vicino a casa, questo vantaggio andava tutto a beneficio del modellismo e del disegno ai quali potevo dedicare molto del mio tempo libero.

Il lavoro fisso mi ha dato la possibilità di viaggiare e di seguire le manifestazioni aeree come gli International Air Tattoo in Inghilterra o quelle in Svizzera e in Francia. Allora anche l’Italia offriva qualche bella occasione e Aviano era una di queste.
Seguire le manifestazioni aeree rese necessario avere una macchina fotografica. La passione per la fotografia l’avevo da tempo, ma non disponevo dei mezzi per acquistarne una e dovevo dipendere dagli amici con i quali andavo ai raduni.

Per rendermi indipendente e farmi un archivio personale dal quale attingere per potere realizzare sempre meglio i modelli acquistai la mia prima reflex, una Canon AE1 Program seguita poco dopo da una F-1N dotata di motore e tele da 200 mm.

I risultati all’inizio erano terribili, ma la cocciutaggine, unita allo studio delle tecniche fotografiche e sperimentando ciò che leggevo (ovvero buttare via pellicole e soldi), ha portato a risultati abbastanza soddisfacenti. A tutt’oggi sentirmi dire che una mia foto piace è cosa rara perchè le foto “belle” sono quelle del National Geographic o, nel caso della fotografia aeronautica, quelle di Katsuhiko Tokunaga.

Il primo viaggio extraeuropeo mi ha portato nel 1987 in Israele, ma laggiù fotografare aerei o mezzi militari non è raccomandabile, mentre nei viaggi negli USA del 1994/95/96/97/98 ho avuto la possibilità di entrare in alcune Basi della Air National Guard (Arizona, Colorado, Utah, Wyoming), della US Coast Guard (New York, San Francisco, North Bend e Astoria in Oregon), una Base della Navy (NAS Brunswich nel Maine) con i pattugliatori marittimi P-3 Orion e la Base di Davis-Monthan in Arizona con il deposito AMARC dell’USAF.
Inoltre ho potuto visitare molti musei aeronautici, tra i quali quello di Hill AFB nello Utah, quello di Pima in Arizona, Castle AFB in California e l’Air & Space Museum di Washington DC.
Negli USA ho anche potuto assistere a delle belle manifestazioni aeree come quella per il 50° Anniversario dell’USAF nel 1997 svoltasi sulla Nellis AFB (Nevada) o quella sulla Base di Miramar (California) nel 1996.

Tante foto in archivio sotto forma di diapositive, paesaggi, animali e aerei (più di 9.000, senza contare quelle buttate nel cestino) e cinque corpi macchina e obiettivi di diverse lunghezze focali, dal 28 al 600 mm, e soprattutto tanta voglia di migliorarmi, hanno fatto diventare la fotografia il mio secondo lavoro, dopo il primo lavoro di grafico
senza lode e senza infamia”. Da maggio a settembre molti sabati e domeniche sono occupato con i servizi fotografici ai matrimoni, un lavoro impegnativo e di responsabilità, ma che dà soddisfazione.

Vengo chiamato come fotoreporter anche in occasione di raduni d’auto e moto d’epoca o altre manifestazioni dove sia necessaria la presenza di un fotografo, insomma mi do da fare in questo campo e non mi dispiacerebbe farlo come primo lavoro, magari come fotografo aeronautico o naturalistico.
Vorrei inoltre avere più tempo da dedicare al disegno e all’illustrazione, ma quando si hanno troppi interessi il tempo non basta mai e, dato che non posso andare in pensione domani (purtroppo…), devo fare giocoforza delle scelte e il plastimodellismo continuerà ad assorbire gran parte del mio tempo libero.

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