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MDD/Mitsubishi F-15J Eagle

Modelli > Aerei > Scala 1:144

McDonnell Douglas/Mitsubishi F-15J Eagle

Hiko Kyodotai – Tactical Fighter Training Group
Nyutabaru Air Base, Miyazaki
Japan Air Self Defence Force
Takara Tomy 1:144
(di Marco Tomassoni)

Descrizione.
Questa volta mi sono lasciato tentare dalle mode in voga nel Paese del Sol Levante.
In Giappone è molto diffusa l'abitudine di riprodurre interi Reparti di volo, a livello di Squadriglia (Flight), Gruppo (Squadron) o addirittura superiore, realizzando versioni diverse dello stesso aereo per colorazione, carico, impiego, ecc. E’ ovvio che per realizzare un’opera del genere nelle scale più comuni per gli aeromobili, 1:72 o 1:48, servirebbe uno spazio eccessivo, a maggior ragione che nelle affollate metropoli giapponesi lo spazio non abbonda di certo.
Ecco allora che qualche anno fa alcune ditte dell’Estremo Oriente, peraltro presto seguite da quelle occidentali, hanno cominciato a riproporre kit in scala 1:144, ma con uno stupefacente livello di dettaglio, impensabile fino a qualche anno fa e paragonabile a quello della scala 1:72 grazie alle moderne tecnologie di stampaggio. Aziende come A-Model, Dragon, Fujimi, Minicraft, Revell, Trumpeter sono diventate dei riferimenti comuni per gli appassionati della scala minore.
Takara Tomy, marchio giapponese conosciuto per i propri robot e personaggi manga, nel presentarsi nell’affollato mondo delle case modellistiche locali, ha fatto una scelta un po’ diversa, coniugando l’aspetto modellistico con quello più propriamente ludico.
Sì, lo so, sento già i commenti dei “puristi”: “Ma come... ci parli di giocattoli in un sito di modellismo? Orrore!”
Non è proprio così, anche se è probabile che Takara Tomy abbia un target diverso dai modellisti “contabulloni” e dagli amanti del superdettaglio esasperato.
I soggetti della T.T., per ora limitati ad una trentina, rappresentano un vasto ed approfondito panorama del Caccia di punta della Japan Air Self Defence Force, il McDonnell Douglas/Mitsubishi F-15J Eagle, a parer mio il Caccia per eccellenza, almeno se non consideriamo “l’astronave” F-22 Raptor.
Le due versioni in servizio, l’F-15J monoposto e l’F-15DJ biposto, sono riprodotte con le livree ed i carichi tipici della configurazione da Superiorità Aerea, ma, cosa più interessante, con un ampio campionario di affascinanti colorazioni “special color” commemorative di vari eventi e Dissimilar, ovvero del Reparto utilizzato per l’addestramento avanzato al combattimento, comunemente conosciuti come Aggressors.
La mia scelta è caduta proprio su uno di questi soggetti, peraltro anche in questo caso rappresentati da varie colorazioni, per la precisione un F-15J con livrea grigia, bianca e blu “simil-Flanker” del Hiko Kyodotai (Tactical Fighter Training Group) basato sulla grande Base Aerea di Nyutabaru nel sud del Giappone.
La box art è molto accattivante, rappresentativa di un Eagle in atterraggio, ma è all’apertura della scatola che si ha una piacevole sorpresa (almeno per me che non sono molto “proficient” nell’uso dell’aerografo): il kit è già parzialmente colorato, a livello professionale, non “giocattoloso”, ed ha le decals già posizionate.
Avevo già visto kits pre-assemblati e già colorati, ma erano spesso di realizzazione piuttosto grossolana e le poche decals presenti erano solo vagamente rappresentative dell’aereo reale. Questa volta no.
Takara Tomy ha realizzato veramente un piccolo gioiellino, corretto nelle forme, nella colorazione, nelle insegne e nelle centinaia (sì, ho scritto centinaia) di piccoli, piccolissimi stencils e scritte di servizio sparse ovunque sull’intero modello.
Per me che piace costruire, più che colorare (sono cresciuto a Lego e Nutella…), è una manna dal cielo: posso dedicarmi appassionatamente all’assemblaggio, anche se la presenza della colorazione non permette errori, anche la più piccola goccia di colla fuori posto comprometterebbe irrimediabilmente la livrea.

Costruzione e colorazione.
Il kit si compone delle due semi-fusoliere posteriori (inferiore e superiore) comprensive della grande ala a Delta composito, di quelle anteriori (destra e sinistra), di sei stampate contenenti cockpit, superfici di controllo, prese d’aria, ugelli di scarico, carrelli, carichi subalari, ecc. ed una stampata trasparente per il canopy. Tutte rigorosamente isolate nel proprio cellophane trasparente. E’ anche presente un supporto per chi desiderasse rappresentare l’aereo in volo e la predisposizione, tutta giapponese, per un micro led da inserire negli ugelli di scarico per rappresentare i post-bruciatori fiammeggianti.

L’assemblaggio non presenta particolari difficoltà se non per le microscopiche dimensioni di alcune parti, anche se, come dicevo, è essenziale pianificare le varie fasi e provare a secco gli incastri prima di afferrare il barattolo di colla. Ho usato quasi sempre la Tamiya “tappo verde” facendola scorrere nelle fessure per capillarità e la Tamiya “tappo bianco, più densa, per gli incollaggi dall’interno. Ho ricolorato con acrilici Lifecolor la vasca abitacolo (era tutta nera) prima di collocarla all’interno della fusoliera anteriore, così come il seggiolino eiettabile, le consolle laterali ed il pannello strumenti frontale, anche se a canopy chiuso non si vedrà nulla.

Proprio in questa fase ho colpevolmente omesso di verificare l’accoppiamento canopy-fusoliera, rimandandolo alla fine dei lavori per non compromettere la lucidità e trasparenza dell’acetato. Purtroppo si rivelerà il punto debole del kit perché il pezzo trasparente è più piccolo del rispettivo alloggiamento e mi ha costretto a tagliare, limare e scartavetrare l’area interessata mascherando preventivamente tutto intorno per non rovinare la colorazione. La mascheratura delle parti colorate è la costante del lavoro: ogni volta che dovevo intervenire con uno strumento era necessario proteggere le parti circostanti e rinnovare più volte la copertura di nastro Tamiya di vari spessori.

Assemblato l’aereo nelle sue componenti principali mi sono dedicato a costruire e colorare gli ugelli di scarico con metallizzati Testors, i carrelli e relativi portelli, i due missili AIM-9L Sidewinder e due AIM-7 Sparrow ed il singolo serbatoio di fusoliera con acrilici Lifecolor.
La confezione comprende otto missili Aria-Aria, quattro AIM-9L e quattro AIM-7, ma dalle foto che ho trovato si vede chiaramente che gli aerei del Hiko Kyodotai sono spesso clean o con missili dummy. Il serbatoio, i travetti dei carichi ed i portelli dei carrelli devono essere ovviamente colorati nello stesso identico colore del ventre di fusoliera. Questo ha comportato la prova di diverse miscele e la comparazione con i pezzi pre-colorati fino a trovare la giusta tonalità.
Infine ho posizionato ed incollato il canopy con Crystal Clear.

Mascherato il canopy per l’ennesima volta, ho protetto l’intero modello, ormai completo di tutte le sue parti, di trasparente lucido Gunze Sangyo in bomboletta, prestando particolare attenzione affinché si depositasse solo un leggerissimo velo per non compromettere il lavoro.
Dopo qualche giorno ho ripassato tutte le linee con il Lifecolor Tensocrom Burnt Brown, asportando l’eccesso con il diluente della stessa marca. Un leggero tocco di Lifecolor Tensocrom Smoke negli ugelli di scarico, nei pozzetti e sulle gambe di forza del carrello concludono il delicato lavoro di invecchiamento che, vista anche la scala, deve necessariamente essere molto blando per non rovinare l’effetto finale. Un ultimo velo di trasparente opaco Gunze Sangyo sigilla il tutto.

Ambientazione.
La basetta è molto semplice, ma rappresentativa della realtà. Ho scoperto da alcune foto satellitari ad alta risoluzione che l’enorme piazzale di Nyutabaru, dove sostano gli F-15, gli F-4EJ Phantom, gli UH-60J Blackhawk e gli U-125A di ben quattro Gruppi Volo, è un’immensa distesa di cemento costituita da gettate larghe 7,5 m o, probabilmente, 25 ft vista l’assistenza americana, con semplici center lines gialle senza particolari colorazioni o numeri identificativi.


Su un cartoncino da belle arti piuttosto spesso (240 g/m) ho spruzzato varie tonalità di grigio, in maniera casuale ed il più possibile simile ai contrasti del cemento. Una volta asciutto, ho lavato l’intera superficie con i Lifecolor Tensocrom Burnt Brown, Earth e Sand enfatizzando la trama del cartoncino. Tirando verso di me e quindi rilasciando improvvisamente le setole di un pennello morbido, ho “schizzato” minute goccioline di colori rappresentativi di tutti quei fluidi che si possono trovare su un piazzale dedicato al movimento di aeromobili quali olio, kerosene, olio idraulico, ecc., sempre della linea Lifecolor Tensocrom.

La center line gialla non è altro che un semplicissimo tratto di nastro plastificato largo 2 mm, usurato ed invecchiato a dovere. Ho quindi preso una cornice in legno di 13x18 cm nella quale ho inserito il cartoncino tagliato a misura, incollato i tacchi ferma ruota di colore rosso ed aggiunto la targhetta illustrativa e lo stemma del Hiko Kyodotai (il cobra) stampati su carta adesiva con la stampante a getto d’inchiostro.
In conclusione, questo kit è stato un simpatico e piacevole diversivo tra lavori più impegnativi che, proprio per merito (o colpa) della propria complessità, spesso rimangono per mesi a prendere polvere sul tavolo da lavoro.

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