Asso di Spade


Vai ai contenuti

Menu principale:


Nakajima A6M5a Zeke (Zero)

Modelli > Passo per passo

Nakajima A6M5a Zeke (Zero)
302 Kaigun Kokutai, 1 Sentai
Atsugi, 1945
Tamiya 1:48

(di Mario Stefanoni)

Il kit, messo in commercio nel 2008, rappresenta al meglio lo stato dell’arte raggiunto dalla casa di Shizuoka. Le stampate in grigio medio presentano le pannellature e le rivettature incise in finissimo negativo, i trasparenti sono sottili e non necessitano di alcun intervento di lucidatura. Il modello si può assemblare direttamente da scatola ottenendo una magnifica rappresentazione del famoso caccia nipponico, ma se un modellista vuole farsi del male, gli spazi per effettuare un superdettaglio non mancano. Nel piccolo abitacolo c’è la possibilità di aggiungere una miriade di particolari ottenuti con fili di rame di diversi diametri, plasticard e, se si vuole esagerare, il set di fotoincisioni precolorate Eduard 49425.
Molto utili a tale scopo sono l’articolo e le foto pubblicate sul Tamiya Model Magazine dell’ottobre-novembre 2001 dedicato al kit Tamiya 1/32 dello Zero.

Il cockpit
è stato colorato con lo XF-71 Cockpit Green (IJN) Tamiya.Il masochismo mi ha portato ad autocostruire la parte posta dietro il sedile del pilota dove era posizionata la batteria e l’apparecchiatura radio: la sua realizzazione è stata resa possibile grazie alle foto dell’Aero Detail 7 che mostrano l’interno della parte centrale della fusoliera dello Zero conservata presso l’Imperial War Museum di Londra.Tengo a precisare che una volta incollate le due mezze fusoliere buona parte del lavoro di dettaglio scompare o sarà difficilmente visibile, per questo motivo ho scattato molte fotografie dell’abitacolo in fase di costruzione.

Anche il motore Sakae 21, composto da 6 pezzi,
è stato dettagliato con le fotoincisioni Eduard, ma, come per l’abitacolo, una volta montata la capottatura (D1) la maggior parte del lavoro rimane invisibile.Sugli scarichi del motore (pezzi D13 e D14) sono state simulate le saldature in rilievo non presenti nel kit, incollando sulla mezzeria degli stessi un sottilissimo pezzo di filo di rame del diametro di 0,1mm. L’assemblaggio generale non presenta particolari problemi fatta eccezione per la giuntura tra le ali e la fusoliera, soprattutto nella parte inferiore, che richiede un intervento di stuccatura ed un’attenta lisciatura per non cancellare le pannellature e le rivettature presenti. Per ovviare a questo problema prima di stuccare la giuntura inferiore ho ripassato buona parte delle linee con un incisore e i bulini che simulato i rivetti con una puntina per trapano da 0,2mm, operando in questo modo non corro il rischio di perdere dei dettagli importanti nella parte inferiore della fusoliera.

Un’altra parte critica sono le carenature dei cannoni da 20mm posti sul bordo d’entrata delle ali (pezzi E15 ed E16 nella versione A6M5a) che non combaciando alla perfezione e richiedono un certo lavoro di lisciatura.Pazienza e attenzione va posta nella mascheratura dei trasparenti. Tamiya le fornisce stampate sul supporto adesivo, però queste inspiegabilmente non sono prefustellate, ma vanno riragliate con la lama del bisturi e posizionate seguendo lo schema riportato sul foglio delle istruzioni.

Terminato il montaggio sono passato alla verniciatura, realizzata ad aerografo e colori acrilici, della livrea tipica della maggior parte dei velivoli giapponesi, ossia quella verde e grigia. Le tinte sono state miscelate facendo riferimento al Federal Standard e alle tavole a colori contenute nel Aero Detail 7.Per prima cosa ho effettuato la pre-ombreggiatura delle pannellature con il nero X-1, poi ho steso il grigio IJN Official Paint n° J3 (simile al FS 36251) sulle superfici inferiori con velature leggere in modo da far trasparire la sottostante ombreggiatura. Successivamente ho realizzato delle mascherine di carta per separare il grigio dal Verde Scuro IJN Official Paint n° D1 (FS 34092 + scuro) delle superfici superiori e ottenere così una leggera sfumatura tra i due colori.

Terminata la colorazione ho realizzato una post-ombreggiatura sulle superfici superiori con lo Smoke X-19 ripassando tutte le pannellature della fusoliera e delle ali. Considerato che il verde D1
è particolarmente scuro l’ombreggiatura fatta all’inizio tende ad essere poco visibile, in questo modo si fa risaltare nuovamente senza andare a coprire il colore sottostante. Per ottenere un buon risultato il colore deve essere diluito più del 50% e spruzzato a bassa pressione con un aerografo dotato di ugello da 0,3mm o più piccolo.

Per rendere ancora più vissuto il modello e considerata la scarsa qualità delle vernici usate per gli aerei giapponesi nella Seconda Guerra Mondiale, ho schiarito diversi pannelli con una tonalità più chiara del verde D1 ottenuta unendo a questo un paio di gocce di XF-71. Questo colore è stato spruzzato partendo dal centro del pannello facendo attenzione a lasciare il bordo dello stesso più scuro, in quella operazione che io definisco “pezzatura”.

Terminata la pezzatura ho spruzzato su tutto il modello il trasparente lucido X-22 che serve non solo come protezione, ma anche come base per le decalcomanie.Prima di posizionare le decals ho realizzato le bande di identificazione giallo-arancio sul bordo di attacco delle ali. Ho preferito dipingerle direttamente sul modello piuttosto che utilizzare quelle fornite dalla scatola che, essendo suddivise in quattro parti ciascuna, avrebbero comportato un lavoro certosino nel posizionamento dovendo poi ricorrere inevitabilmente al ritocco con la stessa tonalità di giallo nei punti di giunzione.

Ho perso un po’ di tempo nel mascheramento della zona interessata, nel dare il bianco lucido di base ed il giallo, ma una volta rimosso il nastro e la carta di protezione il risultato è a mio avviso superiore a qualsiasi decalcomania. Ho utilizzato le decals del kit, forse sono un pochino spesse ma tutto sommato buone e che si stendono bene con gli ammorbidenti Microscale.Terminata questa fase ho dato una nuova spruzzata di trasparente lucido e lasciato asciugare per un paio di giorni.

Trascorse 48 ore ho velato di trasparente opaco l’intero modello e ho cominciato a pensare come realizzare le scrostature della vernice che sono tipiche dei velivoli del sol levante. Tomax, amico e membro del Model Club Asso di Spade, nel suo girovagare per negozi di modellismo in quel di Tokyo, mi ha recuperato dei pennarelli metallizzati (Paint Marker Tamiya, Gundam Marker e Pilot) che sarebbero serviti allo scopo.

I primi due hanno la punta decisamente grossa per essere utilizzati su un modello in 1/48 mentre il Pilot dotato di punta fine sembrava essere la soluzione ideale, ma prima di utilizzarlo sul modello ho fatto una prova su un pezzo di cartone nero per rendermi conto dell’effetto che sarebbe uscito che non mi ha soddisfatto perchè forma una piccola goccia circolare che a mio parere non rende bene l’effetto scrostatura, così sono tornato al vecchio e collaudato Windsor & Newton triplo zero con il metallizzato 11 Humbrol e santa pazienza. Il risultato finale vale il tempo speso.

Ho quindi incollato le canne dei cannoni da 20 mm in metallo, così come il tubo di Pitot, forniti nel 1/48 Mitsubishi A6M Zero Fighter Detail-Up Parts Set (Item12624) Tamiya.A questo punto, al modello mancano solo le sporcature degli scarichi del motore e delle armi, realizzati con polvere di grafite, matita sanguigna e pastello.

Per portare a termine questo modello ci sono voluti circa cinque mesi, iniziato nei primi giorni di gennaio 2010 e terminato verso la metà di maggio lavorando mediamente due ore al giorno.Il modello rappresenta un A6M5a Zero costruito dalla Nakajima ed appartenuto al 302 Kaigun Kokutai (Naval Fighter Group), 1 Sentai (Squadron) di stanza sulla base di Atsugi, situata ad ovest di Tokyo nella prefettura di Kanegawa, isola di Onshu, nel febbraio del 1945.

Questo aereo venne pilotato dall’Asso dell’Aviazione di Marina Tenente di Vascello Sadaaki Akamatsu con un totale di 27 vittorie accertate.


Home | Club | Modelli | Mostra | Attività interne | Attività esterne | Contatti | Agenda | Links | Aggiornamenti | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu