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Seversky P-35

Modelli > Aerei > Scala 1:72

Seversky P-35
17th Pursuit Squadron
Nichols Field (Philippines), 1941
US Army Air Corps
MPM 1:72
(di Roberto Pignatti)

Il Seversky P-35 nacque nel 1935 da un’iniziativa privata della Seversky e venne proposto come caccia all’US Army Air Corps.
Con una conformazione del carrello molto particolare, cioè che non si ritraeva nell’ala come altri velivoli del suo tempo, si può definire il capostipite di alcuni velivoli famosi: in Italia la Reggiane sviluppò la serie 2000 partendo proprio dai disegni di quest’aereo e negli stessi USA fu la base di partenza che portò al P-47.


Il modello è un MPM che uscì con la novità del canopy ad iniezione, una bella innovazione per la dittà ceca.
Si tratta di un kit multimediale dotato di fotoincisioni e resine e, come molti kit short run, non ha perni di riscontro ed il montaggio deve essere eseguito con molta attenzione, soprattutto nella zona delle ali che andranno dotate di perni di fissaggio per dargli il giusto diedro.

Abitacolo e motore sono in resina abbastanza ben dettagliati e non necessitano di molto lavoro; purtroppo una volta chiusa la fusoliera non si vedrà molto degli interni.
Maggiore attenzione la pretendono ali e carrelli che, essendo parzialmente in resina ed in plastica, devono essere provati prima a secco per evitare spiacevoli sorprese al momento dell'incollaggio.

Il canopy è molto limpido e sottile e di facile posizionamento ed incollaggio e necessita di un minimo di stuccatura.
La colorazione che ho scelto è per un esemplare di stanza nelle Filippine nel 1941 a Nichols Field, 17th Pursuit Squadron, Unità decimata in soli 2 giorni dai giapponesi. Le altre decals del kit erano per alcuni esemplari svedesi. In ogni caso le decals sono di ottima qualità, molto sottili e reagiscono bene ai liquidi.

Un modello molto divertente da montare e che dà buoni risultati.
A fine colorazione ho rintracciato le foto dell’esemplare conservato al National Museum of the US Air Force di Dayton, OH, dal quale sono riuscito a capire come erano cablate le antenne e devo dire che è stato molto più snervante montare tutti quei fili che realizzare l’intero modello.

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