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Sikorsky HO3S-1 Dragonfly

Modelli > Aerei > Scala 1:48

Sikorsky HO3S-1 Dragonfly
MAMS 33
Korea 1952
US Marine Corps
Fonderie Miniature 1:48
(di Daniele Giombelli)

Modello della Fonderie Miniature in scala 1/48 raffigurante un esemplare in carico al MAMS 33 dello US Marine Corps operante in Corea nel 1952.
Il modello è un classico short run con tutti i pregi (pochi) e i difetti (molti) che un kit di questa natura presenta nel suo DNA. Il pregio più importante è quello di riprodurre l'HO3S-1 nella scala 1/48, un soggetto che certamente non è nella lista dei modelli da produrre nell'immediato da parte delle case produttrici più blasonate: nonostante sia stato tra i primi elicotteri al mondo ad essere prodotto in grande serie è stato ingiustamente ignorato.
Del Dragonfly, che entrò in servizio con l'US Army Air Force nel febbraio del 1945, si ricorda principalmente la sua partecipazione al conflitto coreano, dove servì principalmente come velivolo da ricognizione ed evacuazione sanitaria, specialità che sarebbe poi stata definita SAR.

Aprendo la scatola, ci troviamo di fronte a tre stampate di plastica trasparente, due di stirene di colore bianco, una bustina contenente una lastrina di fotoincisioni (pannello strumenti, gancio del verricello, griglia motore e scarico) e alcune parti in metallo bianco (gamba del carrello anteriore, rotore principale ed anticoppia, verricello e consolle pannello strumenti).
L'elicottero aveva un caratteristico disegno con un ampio muso vetrato e nell'intento della casa produttrice FM c'è la lodevole intenzione di facilitare le cose a noi poveri modellisti stampando l'intero kit con una plastica trasparente. Purtroppo la qualità della plastica annulla di fatto il vantaggio di avere i trasparenti in un sol pezzo, presentandosi vetrosa e rigida, poco incline ad essere lavorata e con la spiacevole tendenza a creparsi ogni volta che si esercita una pressione; per ben due volte mi è successo quando ho unito le fusoliere, facendomi rizzare i pochi capelli che mi sono rimasti...

La scatola da me usata non aveva le parti imbustate e i trasparenti erano graffiati e poco limpidi. Inoltre, ad un più attento esame, il rotore aveva solo il dettaglio superiore mancando completamente delle aste per la trasmissione dei comandi. Insomma, un vero e proprio mostriciattolo.
Iniziando dagli interni, i sedili hanno avuto un'aggiunta di dettaglio e delle cinture prelevate dal set fotoincisioni Eduard dedicato agli aerei americani della Seconda Guerra Mondiale. Se vogliamo, è una piccola licenza che mi sono preso dato che le foto in mio possesso non sono molto chiare, ma dato il periodo di costruzione (1943/45) ho ritenuto fossero adatte.
Mi sono fidato (purtroppo) di FM e dopo averli colorati con un grigio medio (Medium Gray FS35237), anche se tendenzialmente erano corretti, i sedili si sono dimostrati sovradimensionati. Ho chiuso un occhio e la fusoliera e sono andato avanti, non prima però di aggiungere dettagli quali i rinforzi laterali e la struttura tubolare a quello posteriore.

Come immaginavo, la giunzione tra il muso vetrato e la fusoliera si è rivelata il punto debole del modello. La diversa dimensione tra i due pezzi crea uno scalino di circa un millimetro (non esagero, un vero incubo) che mi ha costretto ad un lunghissimo lavoro di adattamento con lime e carta vetrata e che ha fatto vacillare più volte la mia volontà modellistica.
Superato questo scoglio il montaggio è piuttosto veloce e semplice, dettagli aggiuntivi a parte, sino a quando non si arriva al rotore. La testa del rotore può beneficiare della lastrina fotoincisa, ma il meccanismo delle pale è appena abbozzato, inoltre mancano completamente i leveraggi per la trasmissione dei comandi. Aiutandomi con delle foto (tra l'altro poco chiare) ho cercato di rappresentare i dettagli essenziali, come i condotti del circuito idraulico che da ogni pala si diramano nella testa del rotore. Stesso discorso vale per l'anticoppia posteriore, ma armandosi di pazienza si riesce a riprodurre in modo convincente anche questo dettaglio fondamentale.

Per sembrare più realistica, ogni pala è stata leggermente incurvata per simularne il peso come nella realtà.
Un altro punto dove si necessita di dettaglio è quello relativo al verricello, dato che mancano completamente le due barre che lo fissavano al traliccio in fusoliera. Ho riprodotto le due aste con degli spilli e ho dettagliato l'argano con dello sprue per simulare le guide del cavo, fatto con del filo di rame sottilissimo avvolto sulla puleggia.
Dopo aver steso il primer, ho eseguito una pre-ombreggiatura con del nero opaco acrilico sulle pennellature, per poi dare una mano di Blue Angel blue (FS15050) leggermente scurito con del nero e schiarendo successivamente il colore base all'interno dei pannelli, per simulare l'usura del sole. Il modello ha ricevuto una mano di trasparente lucido che ha contribuito a smorzare la lumeggiatura ed una volta asciutto ho posizionato le decal. Ho evidenziato le pennellature con del seppia ad olio, attendendo una decina di minuti prima di rimuovere l'eccesso con un panno e sigillando il tutto con il trasparente semilucido.

L'elicottero è stato posizionato su una semplice basetta, con dei meccanici intenti a controllare la libellula dopo una missione sui cieli coreani, in uno delle decine di campi di appoggio dove i frullini dei Marines operavano in quella terribile e spesso dimenticata guerra che fu definita da molti come la Terza Guerra Mondiale.

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