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Streng Geheim

Modelli > Diorami > Scala 1:48

Fieseler Fi 103 / V 1 Vergeltungswaffe 1
Erprobungsstelle der Luftwaffe
Peenemünde West, Insel Usedom
10 Dezember 1942
Tamiya 1:48
(di Marco Tomassoni)

Descrizione.
Come spesso accade, l'idea di realizzare questo modello è nata da un'esperienza vissuta. Sia ben chiaro: non che io sia così vecchio da aver lavorato all'assemblaggio delle V 1, ma reduce da una visita in quegli stessi luoghi sì. Gli obbiettivi della Campagna del Kampfgruppe di quest'anno (2011) sono stati alcuni dei luoghi più suggestivi e teatro di una delle cruente battaglie della Seconda Guerra Mondiale: Berlino e dintorni.
Per una recensione completa del viaggio, riferirsi agli elaborati nella sezione Attività interne - Historica N° 11 GIU 2011.
La storia delle Vergeltungswaffen, Armi di Rappresaglia, come furono denominate da Joseph Goebbles, e del loro impiego è piuttosto nota a tutti. Meno conosciuta è probabilmente l'ubicazione di Peenemünde, sul Mar Baltico, e la gran quantità di reperti storici tuttora presenti in ciò che rimane del Centro Ricerche diretto dal leggendario Wernher Von Braun e dal suo incredibile team di scienziati. In realtà, avevo già visto la Fieseler Fi 103, questa la denominazione corretta della V 1, e la ben più temibile V 2, in diversi musei in Europa e negli Stati Uniti, ma vederla posizionata sulla rampa di lancio nello stesso luogo dove compì il primo lancio sperimentale il 10 dicembre 1942 fa decisamente un certo effetto. Così, sulla via del ritorno, andava materializzandosi nella mia testa l'idea di realizzare un diorama che sintetizzasse l'esperienza fatta e le forti emozioni vissute.

Il soggetto me lo ha fornito la Tamiya, per mezzo di un kit della bomba volante Fieseler Fi 103 in scala 1:48, che avevo trovato nei miei "pellegrinaggi modellistici" in giro per il mondo. E' un articolo fuori produzione, del quale si può trovare ancora qualche esemplare con un po' di fortuna, semplice nella realizzazione e nella scomposizione dei pezzi, ma non per questo di qualità inferiore alla solita cui ci ha abituato la casa giapponese. Nel kit, 8 pezzi sono dedicati alla V 1, mentre 9 servono per costruire il carrello di trasporto. E' la prima volta che mi capita di avere più pezzi per un accessorio che per il modello principale!

La bomba volante è scomposta nelle due semifusoliere, separate verticalmente, che contengono anche il pulsoreattore, la deriva (e relativo timone) ed il supporto verticale anteriore del motore. La semifusoliera sinistra incorpora anche il Tubo di Pitot e l'elica del generatore elettrico. Entrambi questi dettagli si riveleranno troppo fragili e sarò costretto a sostituirli con l'autocostruzione: una sezione di spillo per il Pitot ed un plasticard sottile sagomato per l'elichetta.

Costruzione.
Dopo aver sgrassato i pezzi con sapone di Marsiglia, il montaggio avviene velocemente e senza complicazioni di sorta: niente cockpit, niente carrello, niente carichi subalari. Bisogna solo dedicare un po' di tempo alla rimozione della linea di giunzione che corre lungo tutto il modello con carta abrasiva bagnata di diverse granulometrie. Nonostante le attenzioni, nel corso di questa operazione ho spezzato accidentalmente sia il Tubo di Pitot che una pala della piccola elica a prua, che ho sostituito con pezzi autocostruiti come descritto precedentemente. Al termine, ho ripristinato le linee tra i pannelli che avevo cancellato utilizzando un incisore ed il nastro adesivo come guida.

Le due semiali ed i semistabilizzatori hanno un riscontro asimmetrico per non montarli al contrario, ma bisogna incollarle facendo attenzione che il diedro rimanga assolutamente a zero. Per fare questo ho creato dei supporti per tenerle in posizione. Con colla Tamiya "tappo verde" ho sigillato le ultime imperfezioni facendo filtrare il liquido per capillarità e, a colla perfettamente asciutta, ho spruzzato su tutto il modello il Primer Tamiya grigio chiaro in passaggi leggeri, stando attento a non creare accumuli di stucco spray.

Mentre la V 1 riposava, mi sono dedicato a costruire il carrello, estremamente semplice, e la Citroen Traction 11 CV, un altro bel modello Tamiya. La Citroen è il perfetto complemento per molti diorami ambientati nella Seconda Guerra Mondiale ed anche realizzandolo da scatola, come ho fatto io, si presta ad un’infinità di utilizzi. Non mi dilungherò nella descrizione del kit e dell’assemblaggio perché sono argomenti già molto trattati in numerosi topics sui principali siti di modellismo. L’unica cosa che desidero sottolineare è la necessità di un’accurata verifica a secco prima di incollare la griglia del radiatore (che tra l’altro porta inciso il logo Citroen) e dei trasparenti, che sono su un unico supporto che comprende finestrini, parabrezza e lunotto. Il corretto allineamento e la stuccatura di qualche piccolo spazio sono le uniche difficoltà di montaggio in un modello altrimenti semplice e piacevole.

Colorazione.
Per la colorazione dei modelli ho adottato due tecniche completamente diverse: aerografo per la V 1 e pennello per la Citroen. La scelta non è stata casuale, ma dettata dal desiderio di sperimentare alcuni dei consigli illustrati da Mario nel corso delle serate dedicate alla tecnica modellistica. Sembra incredibile, ma dopo quasi trent'anni di attività modellistica, seppure tra periodi di frenesia (pochi) ed altri di inattività (tanti), c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare e da sperimentare.
Partendo dalla V 1, la prima cosa che ho fatto è stato applicare la pre-ombreggiatura, spruzzando a pochi cm dalla superficie ed a circa 1 bar di pressione una miscela al 50% di colore acrilico Tamiya XF-1 Flat Black e di alcool denaturato. Onestamente, a lavoro terminato l'effetto non si noterà un granché, ma era un'altra tecnica che volevo sperimentare (sono essenzialmente un figurinista e poco avvezzo all'aerografo).
Con l'ugello quasi completamente chiuso per avere un tratto molto sottile (il mio aerografo è un Harder & Steenbeck Evolution da 0,15 mm), ho ripassato tutte le pannellature ed i recessi, comprese le caratteristiche valvole del pulsoreattore Argus As 014, all'interno della presa d'aria. Sempre con il nero ho colorato l'interno dell'ugello di scarico, non tanto perché fosse di questo colore, quanto per nascondere l'assoluto vuoto del condotto (il motore manca completamente!).
Il colore così diluito asciuga molto velocemente (qualche decina di minuti), ma ho voluto comunque aspettare almeno un paio d'ore prima di spruzzare la livrea mimetica prescelta.

La ricerca dei colori esatti mi ha impegnato un po', poiché non trovavo una fonte univoca sulla colorazione ed anche gli originali nei musei sono restaurati con livree spesso molto diverse l'una dall'altra che non aiutano di certo a risolvere il problema. Dal 30.08.1942, data della realizzazione del primo prototipo non volante, al 29.03.1945, ultimo utilizzo della bomba volante, sono state lanciate qualcosa come 9.521 Fieseler Fi 103, su circa 30.000 costruite a Peenemünde, a Nordhausen ed in una mezza dozzina di stabilimenti secondari. Sebbene le tolleranze sui materiali, sui sistemi di guida, sul motore e sull'assemblaggio siano sempre rimasti a standard elevatissimi, lo stesso non si può dire per la colorazione, che spesso era applicata poco prima di raggiungere le rampe di lancio, con pistole a spruzzo, senza l'utilizzo di dime e con vernice di varia qualità.
Non ho trovato le specifiche originali della Gerhard Fieseler Werke, ma con buona approssimazione sono arrivato alla conclusione che la maggior parte delle V 1 aveva le superfici inferiori in RLM 76 Lichtblau e quelle superiori in RLM 82 Lichtgrün, colori che si possono rendere rispettivamente con il Tamiya XF-23 Light Blue e con il Tamiya XF-51 Khaki Drab, seppure non esattamente identici.

Ho dapprima verniciato le superfici inferiori con una passata molto leggera per non nascondere la pre-ombreggiatura, poi, il giorno successivo, ho realizzato con nastro Tamiya le mascherine che separano i due colori e spruzzato il Tamiya XF-51 leggermente schiarito con qualche goccia di color carne (Tamiya XF-15 Flat Flash). Purtroppo, nonostante la mano piuttosto leggera, la pre-ombreggiatura è sparita del tutto.
Messo il modello al sicuro, dopo qualche giorno, anche senza scomodare il RIS di Parma, ho rilevato un'impercettibile impronta digitale parziale sotto all'ogiva, ovviamente sul colore più chiaro, secondo la ben nota Legge di Murphy! Imprecazioni di rito, leggera passata di carta abrasiva finissima, nuove mascherine e piccolo ritocco di XF-23.
A colore perfettamente asciutto ho spruzzato sull'intero modello il trasparente lucido Gunze Sangyo in bomboletta, evitando assolutamente di sostare sul modello per evitare accumuli di liquido e lo spiacevole effetto biancastro dell'eccesso di trasparente. Il giorno dopo ho applicato le decals ritagliando il più possibile il film trasparente con il cutter ed aiutandomi con l'uso dei liquidi specifici Microscale: Micro Sol e Micro Set. Le insegne da applicare non sono molte, ma alcune sono piccole e fragili. A seguire, un'ulteriore mano di trasparente lucido ha protetto le decals e sigillato il tutto.
L'invecchiamento, la parte più divertente della pittura di un modello, è estremamente limitato. Le V 1 erano ordigni progettati per un'unica missione e venivano trasportate, tramite autocarro o vagone ferroviario, dalle linee di montaggio alle rampe di lancio, da dove proseguivano il volo per Londra…

Ovvio quindi che sarebbe stato antistorico e superfluo esagerare con il weathering, così mi sono limitato ad evidenziare le pannellature con il Lifecolor Tensocrom TSC 211 Burnt Brown, fatto scorrere per capillarità, e ad applicare un filtro, composto da 10% di Lifecolor UA 059 RLM 62 e 90% di acqua, per ridurre il contrasto tra i vari colori. Dopo il montaggio del Tubo di Pitot e dell'elica del generatore, entrambi in metallo naturale, una spruzzata di trasparente opaco Gunze Sangyo ha completato il lavoro sulla Fieseler Fi 103.

La colorazione della Citroen è stata più semplice (con i pennelli mi trovo più a mio agio), ma più articolata.
Sulla base del Primer Tamiya ho dato, in più riprese, tre mani quanto più sottile possibile di Lifecolor UA 207 Schwarzgrau, il famigerato Dunkelgrau RAL 7021, meglio noto come Panzergrau, schiarito con un 10% di color carne LC 21 Flesh per correggere l'effetto scala. Il colore è stato diluito con l'apposito Thinner Lifecolor fino a raggiungere la consistenza desiderata (più densa per la prima mano, più diluita per l'ultima) e tirato in modo da avere una superficie uniforme.
Per gli interni del veicolo mi sono basato su quanto consigliato dal foglio di istruzioni, con i sedili e le imbottiture delle portiere in ocra simil-pelle, il volante ed il cambio in nero lucido e pochi altri dettagli. Ho poi applicato sui sedili e le imbottiture un lavaggio con il Tensocrom TSC 211 Burnt Brown ed un drybrush color crema chiaro. Ho sporcato le parti basse dell'abitacolo con lavaggi selettivi di Tensocrom TSC 202 Sand e TSC 203 Earth.

L'ultima fase del montaggio ha riguardato il grande pezzo trasparente atto a simulare le superfici vetrate, che sono state debitamente mascherate con nastro Tamiya ed ulteriormente sigillate con il Maskol, e l'assemblaggio della carrozzeria sul telaio.
I pneumatici sono stati colorati con LC 02 Matt Black ed i porta-targa anteriore e posteriore in LC 01 Matt White.
Soddisfatto del risultato, ho spruzzato sull'intero modello l'abituale trasparente lucido Gunze Sangyo in bomboletta. A seguire ho applicato le due decals rappresentanti le targhe della Luftwaffe aiutandomi con i liquidi specifici Microscale. Quindi, un'ulteriore applicazione di trasparente lucido è stato l'ultimo passo prima dell'invecchiamento. A differenza della V 1, ho voluto rappresentare la Citroen vissuta, senza gli effetti di un Carro Armato, ma sufficientemente sporca e graffiata (come riferimento, mi è bastato guardare la mia macchina…).
Sono quindi partito da un lavaggio mirato con il Tensocrom TSC 208 Smoke per evidenziare le pannellature. Dopo qualche ora è stato il turno di un lavaggio generale di TSC 202 Sand sulle superfici superiori e TSC 203 Earth su quelle inferiori, con particolare accanimento sulle ruote, sui parafanghi, sui paraurti e sulla parte bassa delle portiere.
A colori asciutti ho applicato qualche scrostatura e qualche punto di ruggine nei punti più probabili ed infine ho picchettato le aree più grandi con una varietà di colori che ho poi tirato verticalmente con un pennello piatto pulito, inumidito di Thinner Lifecolor.
Per ridurre i contrasti ed amalgamare gli effetti, ho infine lavato il modello con un filtro composto dal 10% di UA 034 Hellgrau e 90% di acqua. Il trasparente opaco Gunze Sangyo ha riportato la giusta tonalità.


Ambientazione.
La basetta è una cornice per fotografie. L'asfalto di Peenemünde è simulato con un cartoncino sul quale ho spruzzato varie tonalità di grigio, in maniera irregolare. Al termine, ho impresso nel colore ancora fresco le tracce di giunzione tra i vari segmenti di cemento, che ho poi evidenziato con un lavaggio di Tensocrom TSC 208 Smoke una volta asciugato perfettamente il cartoncino. Mi sono poi sbizzarrito con macchie di olio, kerosene, benzina, schizzi di fango e quant'altro.
Il carrello che supporta la V 1 era contenuto nel kit e, su una base di Lifecolor UA 207 Schwarzgrau (stavolta non schiarito, ma utilizzato puro), ha subito un invecchiamento pesante e marcato, con scrostature, ruggine, sporco, ecc. Il figurino proviene dal kit ICM German Luftwaffe Pilots and Ground Personnel ed è stato dipinto con la mia consueta tecnica delle lavature. Gli stivali ed il fondo del cappotto sono stati sporcati con gli stessi toni terrosi impiegati per la Citroen. Bidone, tanica e secchio sono referenze Tamiya.

In conclusione, si è trattato di un lavoro semplice e divertente che, sebbene non si tratti proprio del cosiddetto "modello da weekend", mi ha permesso di provare alcune nuove tecniche e di affinare la mia scarsa abilità nell'uso dell'aerografo, in previsione di lavori più impegnativi. Inoltre, ogni volta che guardo questa scenetta attraverso la vetrina della mia libreria, torno con la memoria a Peenemünde ed al suo interessantissimo Historisch-Technisches Museum, cosa che non può che fare piacere ad un appassionato di Storia Militare come il sottoscritto.
Ah, dimenticavo… Streng Geheim è l'equivalente tedesco di Top Secret ed è scritto a caratteri cubitali su ogni muro, portone o cartello di Peenemünde. Mi è sembrato il titolo più adatto per il mio diorama.

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