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Un grande Paese...

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...il più Grande

Nel lungo tragitto che porta da Chicago a Washington, dopo aver attraversato lo Stato dell'Indiana e dell'Ohio, più o meno a metà strada, ci si accorge che gli USA sono davvero un grande Paese, con centinaia di miglia di campagne e boschi tra una città e l'altra. Ma con un gran numero di musei e luoghi che nascondono pezzi di storia americana.
Ed è proprio nei territori del North-East che l'America conquistò la propria indipendenza e creò le basi per la società multietnica che è oggi.
Arrivare in America rappresenta ancora oggi quell'aspetto di mistero e grandezza che fin da bambini le storie ed i film aiutano a creare e non si rimane minimamente delusi, anzi, le città sono ancora più grandi ed i territori ancora più maestosi di quanto si era immaginato.
New York con le sue famosissime Street ed Avenue, i grattacieli, Central Park, luoghi di culto e riflessione moderni, Chicago con la sua metropolitana sopraelevata, il River ed il vento gelido del Nord hanno il fascino immutato del "questo l'ho visto, era in quel film… in quel documentario… era descritto in quel libro…", per poi concludere sempre con lo stesso pensiero: "ma guarda dove sono!".
Il modo migliore per visitare gli States è sicuramente "on-the-road", per vivere al meglio il sogno americano cavalcando un'Harley-Davidson o guidando una Mustang Convertible, ricordandosi però di controllare sempre il livello del serbatoio, perchè non sempre si può sperare nel prossimo distributore. Non è raro trovare cartelli con la scritta "Next Gas Station 250 miles", oppure scoprire che il paese segnato sulla cartina in cui si era sperato di fermarsi è composto solo da tre roulotte mezze diroccate abitate da contadini.
Tutto questo perchè gli Stati Uniti d'America, proiettati nell'esplorazione spaziale, alla conquista di Marte e con centri spaziali avveniristici come il Kennedy Space Center, vivono ancora di agricoltura ed in case di legno prefabbricate.
Il vero cittadino americano lavora la terra, esattamente come hanno fatto volontariamente i loro padri al tempo della "Frontiera", o forzatamente nel periodo della grande schiavitù, e della sua terra non può fare a meno. Appena usciti dalle grandi aree urbane, ancora oggi si incontrano i "Rednecks" con le camicie di flanella strappate ed i cappelli da Cowboy, che pur essendo un termine dispregiativo rende l'idea sulla vera America.
Da ciò che mi hanno spiegato e che ho avuto modo di vedere, è davvero un Paese con profonde differenze e con idee per certi versi bigotte, ma quelle idee tende a farle rispettare con convinzione e senza distinzioni, suonando la "Liberty Bell" a Philadelphia e appellandosi alle loro leggi scritte col sangue della Guerra Civile.
Quando si passeggia nel National Mall di Washington D.C. si capisce il senso delle regole e dell'ordine che il Paese si è imposto. In virtù di tali regole, entrando nel Distretto della Capitale, si vedono i cartelli con le sigle, una sorta di mania americana, che riconducono ad agenzie di spionaggio, di sicurezza nazionale, di grandi lobby industriali legate alla Difesa ed alla protezione del cittadino.
La libertà di proteggersi degli americani si vede anche nei centri commerciali, dalle dimensioni di piccole città, dove puoi comprare i tipici dolci ipercalorici (Donuts) e nel negozio a fianco ogni genere di armamento che è stato prodotto negli ultimi anni o le repliche delle armi che, come dicono loro, "hanno costruito l'America".
Ciò che ho imparato a fare girando per gli States è non giudicare la vita e le abitudini dei suoi abitanti, lasciando spesso le domande senza risposta. O meglio, la risposta è sempre la stessa: a loro piace cosi!
Perchè mettono un quintale di ghiaccio nella Coca-Cola? Perché anche a gennaio a Chicago con 12 gradi sotto zero tengono l'aria condizionata accesa? Perchè se a Dayton, Ohio, chiedi del "Corn" ti arriva una gustosa pannocchia grigliata con sopra del burro fondente, ma se la chiedi in un ristorante texano in Virginia non sanno nemmeno cos'è? Perche a Englewood, Maryland, c'è un ristorante greco con nome italiano gestito da americani? Perchè Marco deve spiegare ai taxisti di New York la strada per arrivare in albergo?...
E' un Grande Paese… il più Grande!


(articolo di Danilo Ambrosini del 09.06.2010)

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